A cinque giornate dalla fine della regular season la Virtus si trova “sospesa” tra presente e futuro. Nell’immediato infatti ci sono i playoff da conquistare. Si tratta del secondo obiettivo societario dichiarato, e tutti dovranno fare il massimo per arrivarci. Di sicuro la strada si è complicata dopo le due sconfitte contro Cremona e Cantù, ma nulla è ancora perduto. Seguendo la “tabella di marcia” del presidente Alberto Bucci, servono tre vittorie nelle ultime cinque giornate, e ovviamente saranno importantissimi gli scontri diretti di sabato prossimo a Torino e di domenica 22 contro Varese.

E poi si continua a parlare di futuro, con dirigenti e allenatori associati alle Vu Nere per la prossima stagione. Alessandro Dalla Salda pare ormai certo, sul resto bisogna capire. Anche alcuni degli attuali dirigenti, come Julio Trovato, avrebbero infatti possibilità di restare. Questa ridda di voci ha dato fastidio a qualche tifoso, che teme che possano destabilizzare la squadra. Ma che, da quando c’è la certezza di partecipare alla Champions League, si stia lavorando per rafforzare la società per l’anno prossimo non è certo un mistero, e lo stesso Luca Baraldi l’ha confermato sabato sera; come ha scritto ieri Walter Fuochi: se disturbino o meno i rumori di fondo sui ribaltoni in arrivo, con file di dirigenti e allenatori che ormai pigliano il numerino come al Cup, la risposta è sì. Ma così va il mondo, da un pezzo. C’è chi briga e c’è chi informa. Il rubinetto l’aprono i primi.

Infine, il mercato, dove di nuovo sembra tutto fermo. E, da fuori, sembra davvero che l’attenzione sia più rivolta al futuro che al presente. Ma, al netto delle dinamiche che hanno portato alla scelta iniziale di partire con uno straniero in meno e poi a restare così fino ad ora, questa squadra davvero meriterebbe di essere completata, e di potersi giocare l’accesso ai playoff alla pari, con cinque stranieri come le altre. Anche perché il premio italiani (245mila euro, non pochi) è già vinto, e calcolando a spanne un incasso medio di 100mila euro per ogni partita casalinga di playoff, prendere ora un giocatore potrebbe essere anche un investimento dal punto di vista economico. Senza dimenticare che, come ebbe a dire una volta Andrea Pecile, quello che i tifosi a fine stagione si ricordano è come una squadra ha finito il campionato, e mai come lo ha iniziato.

(foto Giulia Pesino)

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