E’ stata un’estate tutto sommato tranquilla, per la Fortitudo, che venerdì inizia la sua stagione con il raduno al PalaDozza.
Pochi proclami e tanto lavoro, per costruire una squadra che – nell’anno delle tre promozioni – comunque ha come obiettivo quello di salire in serie A, che lo si dichiari o no.
Dal punto di vista societario, mentre si attende che la base dei soci si allarghi con nuovi ingressi in Fondazione, l’unico vero e proprio sussulto è arrivato a giugno, con l’idea di costruire un nuovo palasport assieme a Claudio Sabatini che ha generato reazioni estremamente contrarie tra i tifosi e anche un comunicato molto pesante della Fossa. Tutto è rientrato molto velocemente e per quest’anno si giocherà al PalaDozza, ma che la Effe voglia costruire un suo palasport (con o senza Sabatini) e sganciarsi da Piazza Azzarita, dall’affitto da pagare e dalla convivenza con la Virtus non è certo una novità, e anche in questa estate il presidente Pavani l’ha ribadito un paio di volte. Se la questione a un certo punto diventerà davvero possibile e sostenibile, è una cosa con la quale bisognerà quindi fare i conti.

Poi, la squadra. Transati i contratti in essere con Pozzecco e Boniciolli, è arrivato Antimo Martino, coach giovane ed emergente, che ha davvero una grande occasione. La squadra è stata costruita con idee e gerarchie chiare, e l’unico impasse sul mercato – quello per il lungo – è stato risolto con l’arrivo di Maarten Leunen, non un centro puro ma di sicuro un giocatore di tale talento ed esperienza da poter essere, sulla carta, dominante in A2. Per il resto c’è un quintetto di alto livello, Fantinelli – Hasbrouck – Rosselli – Mancinelli – Leunen, e una panchina funzionale da cui saliranno i confermati Cinciarini e Pini e i nuovi Venuto, Benevelli e Sgorbati. L’unico dubbio riguarda l’età media della squadra, che è piuttosto avanzata, ma giocando una volta a settimana non dovrebbe essere un problema. La Fortitudo, di sicuro, punterà a vincere la regular season, per evitare di dover passare per la lotteria dei playoff che negli ultimi anni l’ha sempre condannata. La concorrenza c’è – soprattutto quella di Treviso – ma la Effe ha tutte le carte in regola per fare bene e provare a vincere.

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