Massimo Zanetti è stato intervistato da Andrea Tosi sulla Gazzetta dello Sport.
Un estratto delle sue parole.

Presidente Zanetti, col basket tutto è cominciato da…? Da quella promessa che feci al compianto Alberto Bucci. Voleva che fossi io a riportare in alto la Virtus, gli risposi che lo avrei fatto per lui, ormai malato da tempo, e per la città di Bologna dove sono arrivato nel 1973, a 25 anni, avviando la mia carriera imprenditoriale

Alla sua prima finale (Coppa Italia di A­2 vinta nel 2017) disse che in 5 anni avrebbe riportato la squadra allo scudetto e in Europa. Nel primo caso ha anticipato i tempi. Davvero aveva previsto tutto? Era un percorso logico per me. Sono entrato col mio a.d. Baraldi col piano di riportare la Virtus dove merita di stare. Siamo cresciuti nel tempo fissando obiettivi intermedi mentre acquisivamo anche il club. In questo percorso la pandemia ha ristretto i tempi perciò abbiamo fatto anche prima del previsto”.

Quando si è accesa la vera scintilla? Quando ho visto in tv la Virtus retrocedere a Reggio Emilia. Mia figlia, tifosa virtussina, era molto abbattuta e anch’io ci sono rimasto male. Poi mi ha chiamato Bucci e ora sono qui felice di essermi dedicato a questo sport più bello e spettacolare del calcio. Un assist di Teodosic mi fa sobbalzare dalla sedia. Sono emozioni che non vivo in altri sport se non nel ciclismo.

Con la Champions ha rimesso la Virtus sulla mappa europea. Però non era abbastanza… Quella coppa è stata il primo passo ma poi mi hanno detto che avevo vinto la coppa del nonno e allora ci siamo affiliati all’Eurocup per tornare in Eurolega. Anche in questo caso potevamo arrivare in anticipo se non ci fosse stata quella sconfitta col Kazan.

Teodosic ha accelerato tutti i vostri piani? Il suo ingaggio ci hamesso sotto i riflettori di tutto il basket internazionale e lui ha aperto la strada agli altri big arrivati dopo.

Quanto è stato finora il suo impegno per la Virtus? Tanti soldi, dovrei fare i conti, ma tutto in regola e comunque ho speso molto meno della concorrenza. Non sono un mecenate ma un uomo e un imprenditore cresciuto nello sport e con sport che ha sempre investito in quello che crede. Ho messo Senna in Formula Uno alla Toleman, il campione dei campioni. Ho formato anche una scuderia con Cecotto alla Theodore. Nel calcio sono stato vicepresidente e presidente del Bologna. Poi sono arrivati a ruota ciclismo e basket. Ho conosciuti grandi personaggi. Potrei scrivere un libero, anzi magari lo scriverò.

Dopo Teodosic ha preso tanti assi per il campo e la panchina. Era l’unica strategia per andare sul sicuro? Si perché l’obiettiv oera allestire la squadra più forte per tornare in Eurolega dopo la delusione dell’anno scorso e siamo stati bravi a sfruttare le occasioni. La campagna di Russia, con gli arrivi di Hackett e Shengelia, è stata gestita ottimamente da Baraldi. Ora questa squadra può andare avanti nel tempo.
Siete già sul mercato? L’anno prossimo faremo al massimo due innesti ma dipende da come evolveranno le opzioni per i rinnovi di Mannion e Shengelia. Su quest’ultimo siamo a buon punto

Qual è il giocatore simbolo della sua gestione? Sicuramente Pajola. È con noi da sempre. Ha un contratto fino al 2025 ma vogliamo andare avanti. Sarà la bandiera del club finché rimarrò, il nuovo Brunamonti. Di Ale mi piace la grinta, con lui in campo la squadra svolta sempre. Spero solo che non voglia andare in NBA.

Lei non ama i paragoni con le Virtus del passato eppure non ha nulla da temere essendo l’unico presidente ad avere vinto due coppe europee. C’è un motivo? Non è un fastidio, ma per natura preferisco guardare avanti. Peraltro, in questi giorni ho ricevuto chiamate e messaggi da grandi ex: Cazzola, Danilovic e Djordjevic si sono complimentati per la vittoria in Eurocup. Mi hanno fatto piacere.

La Virtus non vince due scudetti di fila dal biennio 1992-­94… Immagino che ce lo giocheremo ancora con Milano ma attenzione a Brescia: mi sembra una squadra molto agguerrita.

Anche nel femminile è andato forte. Abbiamo entrambe le Virtus in Eurolega, impresa senza eguali. Anche con le donne voglio lo scudetto. Sarebbe la prima volta a Bologna.

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