Il patron Virtus Massimo Zanetti – al momento in quarantena a Los Angeles assieme alla moglie – è stato sentito da Giorgio Burreddu per il Corriere dello Sport. Un estratto dell’intervista.

“Questa volta è una tragedia, soprattutto per l’Italia. Dal mio punto di vista siamo tranquilli, lavoriamo, ma lì da noi è un bel problema coi i bar chiusi e le attività ferme. Penso che fino a maggio andrà così, poco più. La ripresa la vedo a settembre. Sembra una specie di crisi del ’29, la grande Depressione. Ma potrebbe anche aver aspetti della ricostruzione del Dopoguerra. Lo capiremo più avanti.
Sport? E’ tutto molto brutto, non ci sono incassi, non gira più denaro. Certo in estate potrebbe esserci spazio per le manifestazioni che sono state interrotte. Ovviamente dipenderà da molte cose, ma quella può essere una finestra utile.
Calcio e basket? Con la Virtus stavamo facendo grandi cose. E’ un peccato per come si è interrotta la stagione. Però anche il calcio è sempre un divertimento.
Il rapporto con Djordjevic? Splendido, Sasha è una persona squisita. Sono contento che ci sia lui alla Virtus. Resterà a lungo, questo lo posso garantire.
Teodosic? Altro ragazzo fantastico. Anche lui resterà con noi. C’è un gruppo molto forte, unito, e questo è importante anche in un momento del genere. Solo Gamble è partito, gli altri sono a Bologna, tutti tranquilli, lavorano come possono, è una squadra meravigliosa. Il problema della condizione c’è, dovremo capire dopo questa bufera come riprendere. Avevamo fatto tanto per rendere la Virtus competitiva, non avevamo previsto questa situazione, non potevamo prevederla. Quando sarà passato tutto capiremo come muoverci.
Lo scudetto? Magari. Ci speriamo. Sicuramente i passi per vincerlo erano stati fatti. Noi vogliamo stare ai vertici, vogliamo essere un po’ il contraltare di Milano. Cioè essere la Virtus che è sempre stata, quella che vince.
Come ripartirà il basket? La situazione era buona. Con la nomina di Gandini a presidente di Lega, un sacco di miglioramenti all’orizzonte. La collaborazione con Petrucci. Un ambiente foriero di buoni cambiamenti. Ma adesso dobbiamo aspettare prima di rimetterci in corsa.
Giocare a porte chiuse? Non esiste, non c’è. Lo sportivo che lo fa di professione lo fa perché gli piace la gente, ha il bisogno fisico del pubblico. Ho visto le ultime partite con gli spalti vuoti, una malinconia. No, forse giusto qualche partita, se necessario, ma non esiste”

(foto Virtus Pallacanestro)

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