Tomas Woldetensae è stato sentito da Stadio. Un estratto dell’intervista.

“Sto bene, sono a casa di un mio amico che mi sta ospitando. Sto seguendo il programma che mi ha dato il preparatore atletico, in modo da cercare di mantenere la miglior forma possibile e sfrutto anche il canestro che ho a disposizione nel giardino di casa.
Ho sempre sfidato me stesso per competere con gente di alto livello e ho dato sempre il massimo per dimostrare che sono un buon giocatore di basket. Gli anni trascorso a San Lazzaro sono stati molto importanti, perchè mi hanno fatto crescere dal punto di vista tecnico. Ho avuto ottimi allenatori e questo è stato fondamentale perchè mi ha consentito di arrivare in America ed essere più pronto tecnicamente di alcuni atleti che, giocando sempre negli Stati Uniti, dove il basket è basato più sul fisico e sull’atletismo, eccellevano su quegli aspetti e meno nella tecnica.
Le differenze? Sicuramente l’atletismo qui in America è molto importante. Inizialmente la situazione era frustrante perchè venivo da un basket diverso, dove al centro c’è il gioco di squadra e quindi non mi sentivo molto a mio agio. Poi però con il duro lavoro ho imparato e ho capito come si deve giocare.
Alfio Benazzi è la persona che mi ha spinto ad arrivare in America ed è stato un mentore per me. Mi ha insegnato tantissime cose ed è il motivo per cui sono in America e per cui ho ancora tanti obiettivi da raggiungere. Non a caso ho deciso di aggiungere il suo cognome al mio”

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