Kyle Weems è stato sentito da Andrea Tosi per la Gazzetta dello Sport. Un estratto dell’intervista.

“L’eclettismo è il motivo per cui coach Djordjevic mi ha scelto puntando sulle mie qualità individuali al servizio della squadra. Fin dagli anni del liceo ho giocato spesso le due posizioni di ala, le sento entrambe nelle mie corde ma come mi ha insegnato mio padre Kevin, scomparso un anno fa, nel basket non importa in che posizione giochi ma come giochi. Lui e mio zio Kris, attuale coach di Nico Mannion in G League nel team affiliato a Golden State sono stati i miei primi maestri.
La pandemia non mi ha permesso di prepararmi bene in estate. E poi tornando in una squadra con tanti nuovi giocatori, c’è voluto tempo per trovare l’equilibrio. Da almeno tre mesi ho trovato il mio grazie a compagni fortissimi che rendono tutto più facile.
Djordjevic? Lui mi ha scelto e tra noi c’è un continuo confronto. Lo stimo come ottimo coach ma come persona è anche meglio. Si cura di noi giocatori oltre all’aspetto professionale. Mi è stato molto vicino quando è scomparso mio padre. Ci accomuna l’entusiasmo e la passione per quello che facciamo. E poi per me è una fonte di ispirazione. Ho visto tanti suoi video di quando giocava. Un campione. Sasha avrà sempre un posto speciale nel mio cuore.
Obiettivi? Siamo concentrati su Eurocup e campionato. Non c’è una preferenza anche se in coppa siamo imbattuti. In campionato abbiamo sofferto qualche sconfitta di troppo. Non ci sono scuse, dovevamo essere più preparati quando abbiamo perso partite che erano alla nostra portata. Ma il campionato è ancora lungo. Molto dipende dalla tenuta della nostra difesa e da una migliore gestione dei possessi contenendo le tante palle perse per eccesso di altruismo perché in attacco possiamo segnare facilmente 90 punti. La difesa però è tutto, il principio di ogni vittoria.
Il futuro? A Bologna e alla Virtus mi trovo benissimo, un ambiente ideale per giocare e crescere la mia famiglia. Questo club e questa piazza sono il punto più alto della mia carriera ma fino a quando rimarrò è difficile prevederlo. Ho 31 anni, vedrò quello che mi riserva il futuro. Fuori dal basket mi sono laureato in economia, specializzato in gestione dell’amministrazione alberghiera. Il ristorante per ora non rientra nei miei piani. Magari ci penserò: qui ho imparato ad apprezzare la fantastica cucina bolognese. Adoro i tortellini in brodo”

(foto Virtus – Giulia Pesino)

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