Il comunicato di ieri della Virtus ha fatto un po’ di chiarezza sulla situazione di Klaudio Ndoja. La caviglia del giocatore albanese è clinicamente guarita, ma persiste uno stato di infiammazione (con versamento di sangue) che provoca dolore e gli impedisce di partecipare ad allenamenti e partite. Già un paio di settimane fa, prima della partita di Udine, si parlava di situazione clinicamente guarita, quindi la speranza è che in questo periodo l’infiammazione si sia ridotta e le nuove cure a cui il giocatore sarà sottoposto all’Isokinetic risolvano la questione in maniera definitiva.
Fatto sta che Ndoja si è infortunato alla caviglia ormai due mesi fa (il 28 settembre), e a parte le partite con Mantova e Ravenna – giocate in condizioni precarie – non è mai stato a disposizione di coach Ramagli.

In ogni caso, preparare le partite e giocarle senza Ndoja è ormai diventata un’abitudine per la Virtus, che domenica riceverà Verona. Squadra difficilmente inquadrabile, visto il recentissimo cambio di allenatore. Sfida che manca su questi schermi da quando, inizio millennio, Giulietta alzò bandiera bianca, fallì, e fu costretta a ripartire tra piani inferiori e acquisizioni diritti. Squadra che avrebbe anche ambizioni, ma che si scontra con una realtà sempre più dura di quanto non siano le premesse: nel 2015, dopo aver vinto la regular season e la Coppa Italia di categoria, ad esempio, nei playoff andò in scena un film diverso. Quest’anno non sembra che la continuità sia di casa nel team appena rilevato da Luca Dalmonte, che è 3-5, che ha già perso in casa 3 volte, ma che fuori casa ha vinto in una sola occasione, al Paladozza contro la Fortitudo, sembrando una truppa di Eurolega che passava di lì per caso. Solo loro sanno cosa possono fare, sui 40’: per adesso, si pagano gli alti e bassi dei due esterni americani Robinson e Frazier, la poca durezza difensiva in area del lungo Diliegro, e la fatica dell’ex Portannese. Altro ex è David Brkic, non ancora inquadratissimo, mentre sempre tra i lunghi attenzione al promettente Totè.
Solitamente nelle prime partite dopo il cambio di allenatore le squadre hanno un’impennata di rendimento, anche per un effetto psicologico. La Virtus quindi dovrà stare parecchio attenta, sapendo che gli avversari di talento ne hanno da vendere. E per il resto affidarsi a quelle che finora sono state le armi vincenti di uno splendido inizio di stagione: difesa e gioco di squadra. Tutte le vittorie sono partite da questi due capisaldi, e la Virtus è stata in grado di trovare protagonisti sempre diversi, a parte Lawson, il cui rendimento è sempre stato di altissimo livello. Per continuare a vincere, la strada è quella, sapendo anche che di talento individuale – in caso di necessità – ce n’è parecchio.

Si gioca domenica alle 18 alla Unipol Arena. Subito dopo la partita, Oxilia Penna e Pajola partiranno per il ritiro della Nazionale under 18, a Roma.

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