Che la situazione di (relativa) tranquillità della Virtus fosse finita è diventato chiaro verso le 20.15 di ieri, quando sono terminate le partite in programma all’orario canonico delle 18.15. Torino, che ora vola, ha vinto e interrotto la striscia vincente di Avellino, ma soprattutto Capo D’Orlando ha battuto Milano e Pesaro ha espugnato Venezia, risultati ben difficili da prevedere. Ha vinto anche Varese, mentre Caserta e Cantù hanno perso, rimanendo invischiate coi bianconeri nel gruppone delle penultime a quota 20.

Per la Virtus – dopo questi risultati – non c’era altra via che la vittoria, ma così non è stato. Certamente Trento è più forte, e l’ha dimostrato all’inizio andando avanti di 15, ma una volta riaperta la partita e completata la rimonta forse ce la si poteva giocare meglio. In particolare ci si è spesso accontentati del tiro da tre, come dimostrano i 27 tentativi dall’arco contro appena i 5 liberi tentati. Ma soprattutto, dei 6170 presenti, nessuno ha capito perchè Simone Fontecchio – nettamente il migliore in attacco nel secondo tempo e protagonista nella rimonta – abbia guardato il finale da seduto. Valli ha dato una spiegazione tecnica – con lui non riusciavamo ad arrivare al canestro perchè loro cambiavano sempre in difesa – ma col quintetto scelto sono arrivati cinque minuti di blackout offensivo, e appena 9 punti segnati nell’ultimo periodo; dopo la tripla di Mazzola per il 68-69 i bianconeri non hanno più mosso il tabellone, subendo i canestri decisivi di Pascolo e Lockett e perdendo la partita.

Su una cosa sicuramente Valli ha ragione, ed è che ora bisogna stare vicini alla squadra: per giudizi e processi ci sarà tempo dopo. Adesso bisogna assolutamente conquistare la salvezza. E non sarà facile, perchè delle pericolanti la Virtus è quella col calendario peggiore, l’unica con tre trasferte nelle ultime quattro partite. Ci sarà subito Pistoia, poi gli scontri diretti a Cantù (+8 da difendere) e con Torino (-5 da recuperare), e si finirà il campionato con la trasferta – sulla carta impossibile – a Reggio Emilia. Con Caserta e Pesaro – le altre due a quota 20 – i bianconeri sono indietro nello scontro diretto, per cui la situazione non è rosea, per usare un eufemismo.
La vittoria con Torino potrebbe non bastare: la salvezza passa almeno da un colpo in trasferta.

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