Lo diceva uno più grande di noi, che prima fase contuntubo. E chissà cosa direbbe dell’extrafase, quella cioè in cui si metteranno a battagliare le due squadre che hanno già ottenuto il proprio obiettivo e che ora lotteranno per il platonico titolo di campione della A2. Una roba talmente importante e risaputa che, quando pubblicammo la cosa, casualmente il primo aprile (il giorno dopo la matematica promozione), molti lettori erano convinti che si trattasse di uno scherzo. Ok, forse si era frainteso il concetto di “finale”, magari qualcuno avrà pensato che non bastava il primato nel girone e che erano state cambiate le regole in corso d’opera, ma questo fa capire, appunto, di cosa si stia parlando.

Almeno, utilizziamo ‘sta finale come un modo per salutare chi l’anno prossimo non ci sarà più: anche la tanto citata Yoga del 1988 ne cambiò un po’ (i due stranieri, i lati più estremi della panca), figurarsi cosa sarà oggi che le regole di tesseramento sono così esterofile. Poi, sarà di certo una doppia sfida che verrà affrontata con l’idea di una amichevole di lusso, con qualcosa in palio, quindi con più fame rispetto, per dire, alla trasferta di Cagliari: si vedrà chi dei tanti degenti verrà recuperato, ma sapendo che, comunque, siamo a metà tra l’esibizione di fine stagione e l’amichevole con qualcosina in palio.

Roma, quindi. Gongoleranno, in serie A, per il ritorno nella massima serie non solo della F ma anche della Virtus giallorossa. In attesa di vedere cosa ne sarà delle economicamente pericolanti (con il russo che sembra voler ambire al ruolo di Faraone di fine decennio), promozione per i capitolini che qualche anno fa si autodeclassarono, e che in questa stagione hanno azzeccato il necessario per tornare al piano di sopra. 20-8 il record (roba da quarto posto, a Oriente), Piero Bucchi in panca e doppia doppia di media per il lungo Sims (attorno a, 20+11). Altrimenti, i 16 con il 40% al tiro dell’esterno Moore, i 12+7 dell’altro lungo Landi, e i buoni segnali del secondo dei tre figli di Alibegovic: questo è Amar, e ne mette 7 a partita.

(foto Fabio Pozzati - ebasket.it)

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