Certo, alla fine quello che resta negli occhi dei 5900 spettatori sono i dieci secondi di follia di Hasbrouck (palleggio sui piedi, gioco da tre punti concesso a Lacey, e mancato tiro finale per sopraggiunta confusione, parole sue) che hanno regalato la differenza canestri a Pesaro e parzialmente rovinato la festa alla Virtus. Ma nel complesso la serata bianconera è decisamente da salvare, soprattutto per come si erano messe le cose. I bianconeri sono finiti subito sotto di 10 – e qui devono ringraziare Ray che ha avuto il suo miglior momento appena entrato – e poi nuovamente sotto di 6 nel terzo quarto, con gli ospiti che davano l’impressione di poter scappare in qualsiasi momento. Qui, oltre che per propri meriti, lo strappo è stato ricucito grazie al nervosismo di Pesaro, che in pochi minuti ha rimesso in partita i bianconeri a suon di tecnici e antisportivi.

Detto questo, è almeno la terza volta in stagione (con Sassari dopo cinque sconfitte in fila e con Pistoia dopo la doppia scoppola Cremona-Trento le altre due) che la Virtus vince una partita fondamentale quando è con le spalle al muro, e con la posizione di Giorgio Valli in discussione. Questo accade in casa – ovviamente – dato che fuori i bianconeri non vincono da più di un anno. In ogni caso, la squadra pur con tutti i suoi limiti ha dimostrato ancora una volta di saper reagire e di stare con il proprio allenatore, e non era scontato dopo certe facce viste in Sicilia.
In particolare bisogna segnalare la grande difesa sullo spauracchio Daye – soprattutto di Mazzola e Odom – che ha innervosito e messo fuori partita il migliore degli avversari. In più Odom, Fontecchio e Gaddy sono stati decisamente presenti in attacco: il play bianconero ha preso in mano la squadra dopo l’uscita per falli di Ray, disputando un grande secondo tempo e vincendo la partita con le sue penetrazioni. E poi non si può non citare Cuccarolo, che finalmente ha risposto presente e ha dato minuti di ottima difesa, conditi da una gran stoppata a Daye.

Serata positiva quindi, viste anche le premesse e l’inevitabile clima pesante dopo la scoppola di Capo D’Orlando.
Adesso la Virtus ha 14 punti ed è pari a Varese. Dietro c’è il terzetto Torino-Capo-Pesaro, e se il campionato finisse oggi sarebbero proprio i marchigiani ad essere retrocessi. La stagione però sarà ancora lunga: il valore complessivo della squadra resta modesto, anche se ci sono due variabili che potrebbero fare la differenza. La prima è il ritorno di Allan Ray a pieno regime, la seconda è iniziare a vincere in trasferta, a partire magari da domenica a Caserta. Con qualche colpo esterno le Vu Nere potrebbero staccarsi definitivamente dalla coda, altrimenti ci sarà da soffrire fino alla fine. Fortunatamente gli scontri diretti restanti (Varese e Torino) saranno alla Unipol Arena, dove la Virtus è una squadra credibile, avendo vinto sei delle ultime sette partite. Insomma, almeno per una settimana si respira.

(foto Schicchi – QS Sport)

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