Il primo momento di vera difficoltà della stagione Virtus è arrivato. In una settimana i bianconeri hanno perso la prima partita casalinga e il primato nel girone di Eurocup. e hanno fallito l’assalto ai primi due trofei stagionali.
Ieri è stata una partita davvero equilibrata, che i bianconeri avrebbero potuto vincere tranquillamente. Dopo una pessima partenza ed essere affondati a -14 nel primo quarto, le Vu Nere hanno recuperato e si è arrivati a un finale decisamente bello, che ha dato “sugo” a una partita che per il resto di spettacolo ne ha prodotto poco.
Alla fine dei regolamentari entrambe le squadre hanno fatto errori pesanti, quasi che nessuno e alla fine il match è stato deciso ai supplementari da una prodezza di Daye.

Le tre partite perse – Partizan, Tenerife e Venezia – seppur molto diverse tra loro, hanno però qualcosa in comune, ovvero le rotazioni asciugate.
Due dati a titolo di esempio: ieri su 225 minuti giocati in sei se ne sono divisi 193, gli altri (Marble, Pajola, Baldi Rossi e Cournooh) appena 32.
E poi il minutaggio di Milos Teodosic, onestamente difficile da capire: 33’ contro il Partizan, 38’ contro Tenerife, 40’ contro Venezia.
Stanchezza ed errori, in queste condizioni, diventano quasi inevitabili, soprattutto giocando la quarta partita in nove giorni con un lungo viaggio in mezzo.

L’impressione è sempre quella, ovvero che per certi livelli la coperta sia corta, soprattutto se coach Djordjevic, quando la palla pesa tanto, si fida di pochi e selezionati elementi. Se Marble – ieri appena 13’ – potrà diventare un elemento stabile nella rotazione, lo si capirà nelle prossime settimane, dove si spera anche di recuperare Gaines, che resta il miglior tiratore tra gli esterni col suo 39% in campionato.

Adesso c’è un po’ di tempo per rifiatare: 13 giorni di sosta, prima della trasferta a Varese di giovedì 27 e soprattutto della sfida del 4 marzo in Turchia, letteralmente la partita più importante della stagione. Alle prime sfide decisive la Virtus è arrivata in riserva, e ieri si è visto. Gli attributi non sono mancati – e Markovic è l’emblema di questo – un po’ di energia sì. Ora è quindi fondamentale ricaricare le batterie, dal punto di vista fisico e mentale. A Istanbul la Segafredo dovrà essere nelle migliori condizioni possibili.

(foto Virtus Pallacanestro)

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