Dopo le sei partite del girone di Supercoppa, la Virtus è dove voleva essere, ovvero alle Final Four che organizzerà alla Segafredo Arena. Per il resto, c’è tanto da lavorare, ed è normale che sia così. Non bisogna mai dimenticare che si tratta di precampionato – pur ammantato con i crismi di una competizione ufficiale, ed è anche la ripartenza dopo sei mesi senza basket, quarantene, virus e quant’altro. E quando le gambe mancano, spesso le percentuali ne risentono. Insomma, ci vorrà ancora più tempo del solito per arrivare alla miglior condizione fisica. E questo vale per tutte le squadre.
In casa bianconera, comunque qualche piccola certezza c’è già: la classe di Teodosic, la crescita di Pajola e la ricerca sistematica dei lunghi, che a rimbalzo fanno sempre la voce grossa. Al 14 settembre, è una buona base da cui partire. Tra i “nuovi” quello più avanti come inserimento pare Alibegovic.
Poi ci sono tante cose da migliorare, a partire dalla concentrazione che sembra andare e venire, causando frequenti parziali a favore o contro. Ci sono anche giocatori in netta difficoltà, Markovic e Adams su tutti. Con loro ci vorrà pazienza, aspettando il recupero della condizione del primo e l’inserimento del secondo.

Questa sera i bianconeri conosceranno le ultime due partecipanti alle Final Four, oltre alla già qualificata Milano, l’unica che finora è apparsa già molto avanti e e a tratti ingiocabile. Domani ci sarà il sorteggio, e venerdì e domenica ci saranno le finali. Nulla più di un bel trofeo precampionato, ma con 2000 persone alla Segafredo Arena, e le quattro squadre migliori del momento, potrà essere l’occasione di dare un bel segnale di ripartenza.

(foto Virtus Pallacanestro)

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