Il proverbio recita che tra i due litiganti, il terzo gode, e si può dire che in casa Virtus le cose siano andate in maniera simile, o perlomeno nessuno dei due litiganti ha vinto. Fuori Alessandro Crovetti, che aveva dato le dimissioni giovedì mattina in maniera brusca e inaspettata, fuori anche Renato Villalta, che lascia la carica di presidente dopo due anni e quattro mesi, da quel famoso 16 maggio 2013 in cui era stato voluto e presentato come portavoce e uomo immagine del “nuovo corso” post era Sabatini. Il comunicato ufficiale bianconero recita che Villalta ha dato alla Fondazione la disponibilità di dare a sua volta le dimissioni così da consentire alla Fondazione di operare le sue scelte in piena libertà e nel solo interesse della Virtus. Ragionare su chi abbia preso l’iniziativa, lui o loro, è ormai puro esercizio retorico. La realtà dei fatti è che la Fondazione ha preso una decisione forte, facendo tabula rasa e cercando di risolvere alla radice una situazione che era spinosa ormai da qualche mese, visti i reiterati contrasti tra i due “contendenti”. Si è andati ben oltre la questione del logo sulle maglie.

Che cosa succede ora? C’è un nuovo presidente della Virtus, ovvero Francesco Bertolini, già più volte presidente della Fondazione. E soprattutto c’è Pietro Basciano, che diventa presidente della Fondazione nonché vicepresidente e AD della Virtus. Essi vanno ad aggiungersi ai confermati Albertini, Fornaciari e Mazzieri nel nuovo CDA della società.
La scelta della proprietà quindi è stata una soluzione interna: le deleghe che aveva Crovetti saranno ereditate da Basciano, che metterà a frutto l’esperienza accumulata come patron di Trapani e presidente di LNP, e avrà un ruolo di primissimo nella gestione della società sportiva. Per ora non sono quindi previsti altri arrivi in società.

Questi sono i fatti: poi volendo si potrebbe parlare di congetture e di voci di corridoio, che vedrebbero coinvolto a vario titolo l’ex patron – e tuttora socio fondatore – Claudio Sabatini (vista la sua vicinanza con Bertolini e Marchesini) – da solo o addirittura con l’ex presidente del Bologna Joe Tacopina. Altre voci parlano di mutati rapporti di forza all’interno della Fondazione, con un passo indietro del mondo cooperativo bolognese (Albertini ha rinunciato alla carica di vicepresidente), di cui Villalta era considerato uomo di punta. E addirittura c’è chi ipotizza per il futuro un impegno sempre maggiore di Pietro Basciano della società, fino ad arrivare al controllo della stessa. Se in questo calderone ci sia qualcosa di concreto oppure no, lo si vedrà più avanti.

Quel che invece è certo è che tra una settimana esatta inizia il campionato, e per il nuovo CDA – e in particolare per il nuovo AD Basciano – c’è l’esigenza di iniziare a lavorare celermente per archiviare questa brutta pagina e mettere la squadra nelle migliori condizioni per giocare e vincere il più possibile. E questo perché non va mai dimenticato che stiamo parlando di una società sportiva, che verrà giudicata principalmente per i risultati sportivi. Il resto, comprese le diatribe interne ad una proprietà condivisa, di solito passa in secondo piano se sul campo tutto va bene, salvo essere invece sezionato e discusso se i risultati sperati non arrivano.

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