Al termine del girone d’andata la Virtus si trova dove voleva essere. I bianconeri sono infatti secondi, a sole due lunghezze da Milano.
Per ora sono più che contento, ha detto patron Zanetti, e vista l’abnorme quantità di infortuni non può che essere così. La Segafredo non ha perso terreno rispetto alla concorrenza per lo scudetto, e anche per il primo posto i giochi sono ancora apertissimi. Inoltre, nel prossimo futuro – se la dea bendata lascerà in pace i bianconeri – la condizione della squadra è destinata a migliorare. Chi è appena rientrato crescerà, in particolare Mannion e Sampson, e torneranno Teodosic e Hervey. In tempi più lunghi si potrebbero rivedere anche Abass e Udoh, che ieri è tornato a Bologna per continuare la sua riabilitazione.
A quel punto, davvero, coach Scariolo avrà problemi di abbondanza, cosa che sarebbe assolutamente inedita per questa stagione sfortunata (eufemismo) dal punto di vista fisico.
Nel frattempo. però, il cammino della Segafredo continua. C’è l’Eurocup, che non si ferma, e mercoledì inizierà anch’essa il girone di ritorno; c’è il campionato, e tra un mesetto ci saranno le Final Eight di Coppa Italia: l’avversario dei quarti di finale non è ancora noto, e verrà stabilito solo dopo i recuperi in programma in questi giorni.

Finora, quel che è certo è il netto divario emerso tra le prime due della classe e tutte le altre. Un vero e proprio abisso, che pare ancora più largo degli otto punti che ci sono tra la Virtus e il gruppo più vicino, dal quale una “terza incomoda” finora non è emersa .
Ovviamente, tutto questo andrà rimesso in gioco quando si assegneranno i trofei. Però – davvero – Armani e Segafredo paiono giocare un altro campionato, in maniera ancora più marcata di quanto si potesse prevedere alla vigilia.

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