Una stagione con alti e bassi, in cui si è fallito l’obiettivo principale – la conquista dell’Eurolega – ma che è finita bene, benissimo, come meglio non si potrebbe. Lo scudetto mancava da vent’anni, e rende l’annata molto positiva, per non dire trionfale.

Uno per uno, tutti i protagonisti della stagione bianconera.

Tessitori – voto 6 – Parte in sordina ma cresce parecchio durante la stagione, con minuti importanti anche in Eurocup, da esordiente in una coppa europea. Poi la doppia sfortuna: prima il Covid alla vigilia di gara 3 contro Kazan, poi l’infortunio che gli impedisce di partecipare ai playoff. Ha ottimi margini di crescita.

Belinelli – voto 7.5 – Arriva a stagione in corso per vincere, e la missione è compiuta. E’ un upgrade di altissimo livello e di status nobiliare importante, e il suo inserimento non è cosa immediata. Ma appena ingrana dà un contributo importante, facendo quello per cui è stato preso, ovvero segnare tanto in poco tempo e togliere pressione a Teodosic. Inoltre, dà una mano importante in spogliatoio. Sarà uno dei pilastri del prossimo futuro.

Pajola – voto 7.5 – Un infortunio fastidioso lo toglie dal campo per quasi tre mesi, e non a caso i compagni soffrono parecchio in quel periodo. Poi cresce in maniera esponenziale, e il finale di campionato è travolgente. Difesa, recuperi, ma anche punti e tanto playmaking. Ormai non stupisce nemmeno più, è diventato un giocatore eccezionale che a 21 anni gioca con la freddezza di un veterano.

Alibegovic – voto 6.5 – Alla prima stagione “importante” della carriera mostra notevole potenziale, ma anche parecchi passaggi a vuoto. Parecchie partite le guarda da seduto dopo primi tempi complessi. Nei playoff però sale di colpi, e dà un contributo molto importante non solo in difesa, ma anche in attacco, dove oltre a tirare bene da tre è una presenza a rimbalzo offensivo.

Markovic – voto 7 – Stagione sofferta, passata nel costante inseguimento di una condizione fisica ideale che non arriva, prima per i postumi del Covid, poi per l’infortunio che lo mette KO prima di Kazan. E senza le gambe, il suo gioco ne risente tantissimo, e a volte è persino deleterio. Nel mezzo, il tweet che difende coach Djordjevic al momento dell’esonero. Ai playoff in ogni caso arriva tirato a lucido, e torna il giocatore che tutti ricordavano: con Milano piazza le giocate decisive in gara 1 e 2, che valgono mezzo scudetto.

Ricci – voto 6.5 – Anche per lui una stagione sofferta ma che finisce in gloria. Spesso fatica, soprattutto quando non gli entra il tiro, e contro “quattro” avversari stranieri a volte va in difficoltà. Cresce però in corso d’opera, e nei playoff è davvero importante, in difesa e in attacco. Da capitano, alza la coppa dello scudetto.

Adams – voto 5 – Il giocatore sbagliato nel posto sbagliato. Per rendere ha bisogno di tanti minuti e di portare palla, cosa che qui non può avere, visti i compagni di reparto. Pian piano vede il suo minutaggio diminuire, e non riesce a produrre tanto in poco tempo. Dopo l’arrivo di Belinelli poi il reparto è affollatissimo, e lo spazio per lui diventa pochissimo, per poi arrivare a zero in finale.

Hunter – voto 7 – Ha talento e potenziale, la continuità è ancora da venire, con errori banali e distrazioni che dovrebbe iniziare a limare dal suo gioco. Gioca comunque una Eurocup sontuosa, a volte dominando gli ultimi quarti delle partite, cosa che magari gli varrà una chiamata dal piano superiore. Djordjevic lo prova anche da numero quattro, e dopo le difficoltà iniziali dimostra di poterci stare, migliorando anche al tiro. A differenza di quasi tutti i compagni nei playoff si spegne un po’, ma contro Milano gioca comunque minuti importanti.

Weems – voto 7 – Stagione sofferta anche per lui, che come Markovic lotta sempre con una condizione fisica non perfetta, per i postumi del Covid e acciacchi vari. Contro Kazan è il grande assente, nei playoff torna quello che i tifosi conoscono e amano, e domina la finale in difesa e in attacco. Giocatore di rara intelligenza, merita la conferma.

Teodosic – voto 8 – Che dire? Il suo talento è indiscutibile, e alcune giocate che fa – spesso commentate anche oltreoceano – sono tra quelle che i tifosi si ricorderanno anche tra anni e anni. Oltre a questo, ci mette leadership e voglia di vincere. E se l’anno scorso nei momenti chiave era parso troppo solo, quest’anno non lo è. Belinelli prima, e tutti gli altri nei playoff. Così può dedicarsi a dominare le partite con tranquillità. Nei playoff dimostra di saper anche difendere, cosa che prima non si era vista. Vuole vincere, e vince. I serbi, storicamente, alla Virtus portano bene.

Gamble – voto 7 – Stagione di alti e bassi, in cui alterna buone prove a serate in cui i falli lo tolgono subito dalla partita. Come alti, male nel momento chiave in Eurocup, benissimo nei playoff, quando regge il colpo contro i lunghi milanesi e si fa sentire parecchio. Grinta e dedizione ne ha da vendere, su questo non c’è dubbio.

Abass – voto 6.5 – Stagione complessa, che inizia con Covid e problemi fisici. Ci mette tempo a entrare in condizione, e i minuti che ha sono limitati. Piano piano però si ritaglia un ruolo fondamentale, quello di specialista difensivo. La sua fisicità spesso cambia le partite, e anche se il tiro entra di rado è comunque prezioso. Nei finali Djordjevic lo usa spesso in una sorta di “special team”, mettendolo dentro per le sole azioni difensive. E funziona.

Djordjevic – voto 7 – Una stagione complessa, con problemi iniziali, e la questione dell’esonero-lampo che crea ovviamente problemi difficili da risolvere. La squadra, anche a causa di infortuni, sbaglia i primi due appuntamenti (Coppa Italia e Kazan) e lui diventa il bersaglio principale, non senza varie ragioni, perchè comunque la squadra ha alti e bassi davvero difficili da comprendere. Nei playoff però cambia tutto, la squadra si compatta e lui diventa un vero leader, capace di gestire perfettamente la squadra con le gerarchie giuste, e di portarla allo scudetto. Comunque vada a finire, in poco più di due anni solari (con una pandemia in mezzo) ha vinto due trofei, Basketball Champions League e scudetto e ha un record vittorie/sconfitte di 85-22. Dovesse andare via, per chi verrà dopo non sarà facile fare di meglio.

Società e Proprietà – voto 6.5 – La vittoria dello scudetto ribalta completamente una stagione difficile, in cui la proprietà aveva fatto sforzi importanti – tra cui l’ingaggio di Belinelli a stagione in corso – ma l’obiettivo principale era stato mancato. Il momento più critico è a inizio dicembre, con l’esonero di Djordjevic e il reintegro 24 ore, episodio che per forza di cose lascia scorie importanti. Da lì in poi con il silenzio e tanto lavoro, le cose migliorano. Anche perchè la squadra, come poi ha dimostrato sul campo, era tutta col suo allenatore. La strada tracciata è quella – comunque – di una società che vuole tornare ai vertici del basket italiano ed europeo, e non intende fermarsi allo scudetto vinto. L’ambizione c’è, i mezzi pure.

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