Sul Corriere di Bologna Daniele Labanti ha ricostruito i retroscena che hanno portato alle dimissioni di Claudio Albertini dal CDA bianconero. In sostanza, all’interno della proprietà bianconera c’erano varie anime, che non erano d’accordo (tra le altre cose) su che allenatore prendere dopo aver fallito il colpo Trinchieri. Dalla Salda, dopo giorni di telefonate e mediazioni, si sarebbe assunto la responsabilità di decidere a favore di Sacripanti, forte delle deleghe ricevute e dell’appoggio di Luca Baraldi, che non a caso è sparito dai riflettori pubblici. Da qui le dimissioni di Albertini, che non sarà sostituito nel CDA bianconero. In ogni caso, con Arco Campus (che fa capo a IGD) bisognerà comunque sistemare la questione del canone di affitto per la foresteria Virtus.
Per quel che riguarda la composizione societaria, con l’aumento di capitale deliberato (800mila euro) il capitale sociale di Virtus Pallacanestro salirà a 3.6 milioni di euro. Se le coop non parteciperanno, la loro quota scenderà al 21%. Segafredo resterà attorno al 40%, salirà leggermente la Fondazione, che ha recentemente registrato l’ingresso di Gi Group con la quota da 100mila euro.

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