Saldamente al secondo posto in classifica, la Virtus Segafredo Bologna femminile ha impressionato tutti fino a questo momento, con un girone di andata quasi perfetto in cui sono arrivate 11 vittorie e 2 sconfitte, oltre ad una qualificazione alle F8 di Coppa Italia con largo anticipo. Ieri, nella prima giornata del girone di ritorno, è arrivata la dodicesima vittoria (la sesta su altrettante gare in casa), 82-65 contro Costa Masnaga.

Una mina vagante importante, così coach Lorenzo Serventi ha definito, qualche settimana fa, la sua squadra che fin dalla prima partita di campionato ha sempre dimostrato forza, tenacia e carattere. Due sole sconfitte fin qui, contro due squadre costruite per competere ad alti livelli in campionato e nelle coppe europee. Una delle due sconfitte, quella con Schio, arrivata in maniera “rocambolesca”, dopo una partita condotta dalla squadra bianconera per 39′ e persa solo dopo un overtime. Un percorso quasi netto quello che la Virtus rosa ha compiuto fin qui, sulle ali del trio straniero Bishop, Begic, Williams ma non solo.
Una squadra che in campo sa cosa vuole e che riesce, spesso e volentieri, a comandare ritmi e gioco contro qualsiasi avversario. Al netto della sconfitta pesante sul campo della corazzata Venezia, la squadra di Serventi è sempre riuscita nell’intento di mettere in pratica le idee di gioco studiate in allenamento, riuscendo oltretutto a trovare spesso protagoniste diverse.

Se avere i 18 punti di media di Bishop e Williams (seconda e terza miglior realizzatrice del campionato) e i 10 rimbalzi di media a partita di Begic (sesta in campionato) può essere d’aiuto, sarebbe altresì riduttivo limitare a questo la prima parte di stagione della squadra bianconera. C’è sicuramente da sottolineare la bravura della società nell’affiancare a Begic, reduce dello scorso anno, due protagoniste indiscusse come l’australiana e la statunitense, oltre ad un gruppo di italiane che raramente non è stato decisivo. A partire da Valeria Battisodo, 50% da tre e quarta in campionato per assist, che insieme a Dalie rappresenta una cabina di regia saggia e oculata. Poi Beatrice Barberis, spesso ago della bilancia nei momenti di gara in cui la V scava il solco decisivo. Le folate del capitano Elisabetta Tassinari, cresciuta molto anche dal punto di vista difensivo e l’utilità di Alessandra Tava. Un mix che per ora ha funzionato, sotto la guida di coach Serventi che ha spesso evidenziato l’importanza di un gruppo che si è sempre applicato alla grande, in allenamento come in partita. Una Segafredo, quella femminile, che dopo quattordici giornate non ha di certo paura a rimanere ben salda nei piani alti della classifica. Ci sono tutte le carte in regola per continuare su questa strada e per provare a togliersi, perché no, qualche ulteriore soddisfazione, consapevoli di essere protagonisti di una realtà nata in poco tempo lo scorso anno ma destinata a fare bene a lungo.

Foto Virtus Segafredo Bologna

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