C’era una antica canzone dialettale che raccontava di come fosse bella Bologna, di come San Petronio dai bianchi scalini, la magnifica e bella Piazzola e tutto il resto. Certo, possiamo essere d’accordo, ma è anche vero che nello sport essere così attaccati alla città, e tremare tutte le volte che si esce dalla cerchia della tangenziale, tanto bene non fa. La Fortitudo e la Virtus sono accomunate, in questo inizio stagione, da una collettiva incapacità di fare risultato quando si gioca in trasferta: la F è zero su cinque nelle fuori casa ufficiali (uno su due in campo neutro), e manca del due in schedina da un playoff a Montichiari di una vita fa. Per la Virtus, forse si deve tornare ai tempi in cui c’era la lira. Così, ecco che la prima fatica a stare nelle prime otto quando il livello del campionato non sembra essere poi così atroce, mentre la seconda deve far filotti casalinghi per non vedersi sedimentare all’ultimo posto.

La curiosità del giorno è poi nelle dichiarazioni di Mazzola e Carraretto, il primo a Cremona e il secondo a Treviglio: in entrambi i casi i due giocatori parlano delle proprie squadre come prive di quel talento necessario per sfangarla in certe occasioni. Dire che si ha buona volontà ma manca il talento è il classico concetto della ragazza che è simpatica, ecco, per non dire altro. E allora, le due nostre compagini sono, per dirla fuori dai denti, brocche? O semplicemente non abbastanza forgiate, in esperienza ed anagrafe, per poter dire di aver raggiunto la massima talentuosità possibile?

Nata con la voglia di restare fedele al gruppo dell’anno scorso, la Fortitudo in casa pare avere talento e ormone. In trasferta è un’altra cosa, come se mancasse l’ormone e, di riflesso, venissero fuori anche le carenze. Ma non è che in campo ci vadano dei pisquani, anche se Boniciolli fa sempre presente come qualcuno dei suoi l’anno scorso giocasse in C – ma è anche vero che Quaglia di B1 ne ha fatta anche di interessante, e Campogrande è ancora un giovincello da scoprire, e comunque si parla di decimo e undicesimo – e quindi non c’è molto di che pretendere. Però è curioso notare come lo stesso coach abbia parlato di Treviglio come squadra di seconda fascia, Carraretto l’ha giudicata di pari forza. Insomma, quanto talento c’è in Fortitudo? Qualcosa c’è, al di là dei possibili prospetti da Olympiacos e simile. Il problema è capire perchè fuori casa ce lo si dimentica.

In Virtus il problema è semplice: manca il leader, e pensare che Fells – che come tutti i giocatori americani è partito con goleada e poi.. e poi sarà come sbagliare – possa sostituirlo, accanto ad un Williams già tagliato e ricucito per cause di forza maggiore, non aiuta a salvare la situazione. Non ci sono denari per sostenere aste sul mercato, si deve prendere quello che c’è, qualche giocatore italiano non sta dando come sperato, e alla fine ecco spiegato il perchè di tutte queste problematiche. Semplicemente: se manca il talento si dovrebbe lavorare di testa, ma se la testa si convince di essere priva di talento, il risultato sono le sconfitte. Poi, alla prossima doppia casalinga, magari con doppia vittoria, saremo tutti felici e contenti. Però è chiaro che qualcosa potrebbe essere migliorato.

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