L’acquisto di Simone Fontecchio, non ancora ufficiale ma in dirittura d’arrivo con un contratto biennale, è arrivato decisamente inaspettato per i tifosi Virtus.
Che la società cercasse un settimo giocatore italiano si era capito da tempo, visti i ripetuti tentativi di portare a casa prima Awudu Abass, poi Riccardo Moraschini. Il giocatore di Cento ha scelto Milano e le Vu Nere hanno affondato il colpo su Fontecchio – peraltro Djordjevic avrebbe gradito anche prenderli entrambi – che non rientra nei piani di Ettore Messina. Milano pagherà una clausola per uscire dal contratto in essere, e il pescarese potrà firmare con la Virtus.

Di sicuro si tratta di una mossa a sorpresa, con un’operazione veloce e inaspettata, come quella che ha portato Giampaolo Ricci a Bologna. Dal punto di vista tecnico, si tratta di un buon colpo. I bianconeri portano a casa un giocatore italiano di 24 anni – molto apprezzato da coach Djordjevic – che avrà grande voglia di riscatto dopo gli anni milanesi, dove ha trovato pochissimo spazio, tanto da farsi anche prestare a Cremona per mezza stagione. Un giocatore di grandissime prospettive che si è un po’ perduto, ma che avrebbe ancora talento e fisico per tornare protagonista, nel campionato italiano e non solo.
Con lui, la Virtus ora ha sette italiani sotto contratto. Da capire ora cosa succederà, se si resterà così oppure se qualcuno andrà in prestito, o sarà addirittura ceduto. Di sicuro, sulla carta il giocatore maggiormente “sacrificato” a livello di minutaggio dall’arrivo di Fontecchio rischia di essere Pietro Aradori, vista la sovrapposizione di ruoli.

Infine, non si può trascurare la questione ambientale. Fontecchio ha già giocato a lungo in Virtus, ed è stato uno dei protagonisti della sciagurata retrocessione del 2016. Con i tifosi organizzati non si è lasciato bene (eufemismo), complici alcuni episodi risalenti a quei giorni, in più un’intervista di poco successiva alla firma con Milano aveva acceso parecchie polemiche, che ieri sono tornate fuori in maniera abbastanza accesa. Questa diffidenza, inevitabile, andrà dissipata sul campo.

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