Andre Collins 2.0, quindi. Il play di Crisfield è stato firmato e ufficializzato ieri – sfruttando il suo passaporto bulgaro – ed esordirà già domenica a Sassari.
Per prima cosa, il suo passato. Si tratta di un giocatore che Giorgio Valli conosce molto bene, avendolo già allenato per tre stagioni a Ferrara, dal 2007 al 2009. Ed è il quarto “ex” ferrarese di Valli che arriva in bianconero negli ultimi anni dopo Ebi, Mazzola e Ray. Collins ha già giocato in bianconero nel 2009-10, allenato da Lino Lardo. Arrivato con grandi aspettative, rese meno del previsto (11.8 punti e 2.4 assist di media) anche a causa di infortuni vari. Nei playoff però recuperò a tempo di record da una distorsione alla caviglia e aiutò i suoi a forzare la serie con Cantù a gara5 giocando praticamente su una gamba sola.
Poi, il suo presente. Dopo esperienze a Pesaro, Caserta, in Turchia e a Barcellona (A2) Collins negli ultimi due anni era un po’ uscito dai radar, finendo in Belgio, dove fino a ieri giocava al Mons-Hainaut. Dalla società belga fanno sapere che è stato lasciato andare per “rendimento insufficiente” anche se in realtà il giocatore aveva una clausola d’uscita dopo l’eliminazione dalla FIBA Cup e l’ha sfruttata.
Infine, un giudizio tecnico. Per sostituire Allan Ray ci si aspettava una guardia, e invece è arrivato un playmaker che non arriva a 1.80, rendendo il reparto esterni bianconero il più piccolo della serie A. Il 33enne Collins – che dovrebbe essere in buone condizioni fisiche – di sicuro potrà alternarsi con Gaddy in regia, e i due giocheranno spesso anche assieme, con l’ex Washington spostato in guardia. Semmai Allan Ray dovesse tornare abile e arruolato e in buone condizioni, sarà probabilmente Kenny Hasbrouck – finora abbastanza deludente – a stare seduto.
Di sicuro si tratta di una mossa azzardata e con notevole margine di rischio, ma il tempo stringeva e a visti esauriti i margini di manovra del club erano limitati, oltretutto visto che la prima opzione (Dulkys) non si è liberata. Ci sono due caratteristiche di Collins – in ogni caso – che potrebbero fare comodo a questa Virtus. Di sicuro il tiro da tre punti (46% quest’anno in FIBA Cup), che servirà come il pane a una squadra che tira dall’arco con il 30%. E poi grinta e attributi, che non gli sono mai mancati e che potrebbero far comodo, in vista di una volata salvezza che si preannuncia lunga e difficile.

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