E' stata una settimana in cui in casa Virtus si è completato un altro passaggio societario, con Daniele Fornaciari che in Fondazione ha preso il posto - alla presidenza - di Pietro Basciano, dimissionario dallo scorso luglio. Si è chiuso un capitolo, anche se in ogni caso - con l'avvento di Zanetti - ora la Fondazione ha un peso specifico minore, e probabilmente ne avrà sempre meno in futuro, per arrivare a essere quello per cui era stata originariamente pensata, ovvero un'entità di supporto e garanzia a Virtus Pallacanestro.
Una Virtus Pallacanestro che - con una tranquillità societaria sempre più ribadita - si avvicina alla fine della regular season. Delle tre partite che restano quella di domenica contro Chieti è - sulla carta - la più abbordabile. Ovviamente non bisogna fare l'errore di sottovalutare una squadra che arriverà a Bologna in caccia di punti salvezza, e che nella partita di andata (giocata poco più di un mese fa, per gli scherzi del calendario) ha fatto soffrire tantissimo le Vu Nere, vincenti solo dopo un supplementare. Ma questo rischio non dovrebbe esserci: finora la Virtus ha sempre affrontato le partite casalighe col giusto piglio e la giusta concentrazione. Ovviamente giocatori e staff saranno concentrati al massimo sulla partita, mentre da fuori - come è normale che sia - si darà un'occhiata anche a cosa succederà sugli altri campi. In particolare, per i primi quattro posti, Trieste riceverà Ferrara, Ravenna andrà a Roseto e Treviso farà visita a Verona. Poi, e solo poi, si inizierà a pensare al derby.

Chieti, quindi. Ovviamente inedita ospite della Unipol Arena, la squadra abruzzese lotta per salvarsi, non ancora matematicamente certa di evitare l’ultimo posto (ma servirebbero miracoli recanatesi) e speranzosa di poter evitare i playout. Alti e bassi di una truppa dal rendimento migliore in attacco rispetto a quanto non lo sia in difesa, e che con quattro recenti sconfitte consecutive si vede, ora, costretta a stare sul pezzo fino all’ultimo. Tutto gira attorno al trio americano (oriundo compreso) Golden-Davis-Mortellaro, con il primo a fare 21 punti – ma anche 3 perse – a sera, il secondo da poco rientrato dopo un infortunio e col 41% da 3, e l’ultimo a sfiorare i 10 rimbalzi di media. Attorno, l’esperienza di Marco Allegretti e Luigi Sergio, per una realtà a cui manca solo l’ultimo guizzo, come si suol dire, per chiudere e salvarsi.

Si gioca domenica alle 18.

(foto Pierfrancesco Accardo)

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