Quattordici voti a favore e solo due, quelli delle due Virtus (Bologna e Roma) contrari: questo il bilancio nelle votazioni di ieri che hanno eletto Ferdinando Minucci nuovo presidente di Legabasket. Ancora da vedere quali saranno programmi e deleghe che verranno lasciate a Minucci, mentre sorprende, se vogliamo, lo schieramento che ha dato l’ok all’attuale dirigente senese, che ha messo d’accordo anche società – vedi Varese negli ultimi playoff – che non sembravano del tutto amiche di Siena.

Anomala la posizione della Virtus, che se ha da un lato ha il presidente della Fondazione Claudio Sabatini a sostenere Minucci, ha invece il presidente Renato Villalta unico, assieme al romano Claudio Toti, all’opposizione. Questo ciò che Villalta ha dichiarato al Corriere di Bologna dopo le votazioni:

“Non si è trattato di schede bianche ma di voti contrari. E’ un discorso politco, due società non sono state d’accordo con questa candidatura. Io non metto in dubbio la bravura di Minucci come dirigente, ma i principi e la visione miei e della Virtus non collimano con i suoi. Gli auguro buon lavoro e che faccia l’interesse del nostro movimento, però è bello anche avere una opposizione”.

Villalta ha anche proposto di rendere pubblici i contratti depositati dei giocatori, ma l’assemblea ha respinto la sua proposta, adducendo motivi di privacy.

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