Renato Villalta è stato intervistato da Corriere dello Sport e Gazzetta.
Un estratto delle sue parole.

La differenza la sanno facendo gli italiani? Sicuramente sì. Djordjevic è stato molto bravo, ha portato molto bravo, ha portato tutti al massimo della condizione e dato un’impronta difensiva che li ha fatti crescere. Pajola non è indispensabile, di più. Ricci sta giocando divinamente, Abass cresce e difende, Alibegovic anche in gara due ha infilato due triple pesantissime. E manca Tessitori: quando c’è stato ha dato un contributo importante.

Rivedersi in Ricci? Premetto che non mi piacciono i confronti,soprattutto tra giocatori così lontani nel tempo com’è nel nostro caso, ma mi rivedo in qualcosa del suo modo di giocare.Ci accomuna il tiro da fuori e anche il modo di interpretare il ruolo senza essere superatleti. Pippo non ha bisogno di saltare tanto in alto, è bravo a farsi trovare nel posto giusto al momento giusto dove cade la palla. Lo vedo come un capitano determinato e umile e lo sprono a continuare così. E gli invidio di giocare al fianco di un passatore sublime come Teodosic. Ho avuto al fianco grandi play come Caglieris e Brunamonti ma con tutto il rispetto Milos è di un’altra categoria.

Cosa deve fare la Virtus? La forza in questi casi è dimenticare nel bene e nel male la partita appena fatta, è il grande lavoro di coach, collaboratori e giocatori stessi. Dimenticare, affrontare la prossima come fosse l’ultima spiaggia. Ma lo sanno benissimo. E poi sarà fondamentale il pubblico.
Pronostico? Mai nella vita.

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