Renato Villalta è stato sentito da Luca Muleo per Stadio. Un estratto dell’intervista.

“Ricordare Porelli? Un dovere, una cosa che ho voluto io da presidente, è il minimo per il club omaggiare una persona di questo spessore. Un bel modo di farlo. Bella serata, d’accordo, ci sono i se, e i ma, pero vincere contro un team blasonato e importante, soprattutto prima dell’inizio campionato, è un bel segnale. Ho visto una seconda parte di gara vera, fisica, difese arcigne. Salta all’occhio L’affiatamento, pochi egoismi e tanto altruismo, non è usuale in questa fase della stagione. E poi a me piace molto, e l’ho detto dall’inizio, Markovic. Ha fatto vedere cosa vuol dire avere un playmaker. Non dimentichiamo che manca il play titolare, ma se quello di riserva gioca così…
Djordjevic? Non vorrei essere panni dei suoi giocatori, gli avrà fatto fare dieci minuti di allenamento in più per ogni punto di distacco preso. In realtà mi è sembrato più tranquillo del solito, ha una signora squadra, veniva dalla gara di Treviso e queste sono partite di allenamento. Ma credo che la Virtus abbia giocato una gran gara. Anche perché queste è molto meglio vincerle che perderle, ti danno slancio.
Lo scudetto? Sarebbe in linea con gli investimenti e col percorso fatto. Di sicuro è una pretendente, tra quelle che possono puntare alla finale. La metto di certo nelle prime quattro. Poi decide il campo, Milano è sempre favorita ma negli ultimi anni non ha vinto.
Il derby? Gara a sé, conta poco. Ne ho fatti molti, si dimentica tutto il resto, si va in campo e si gioca. Chiaro come la Virtus è potenzialmente a livello più alto. L’importante è che ci sia questa partita, fa bene a Bologna e all’Italia”

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