L’ex presidente della Virtus – Renato Vilalta – è stato intervistato da Angelo Costa sul Resto del Carlino.

Ecco un estratto delle sue parole:

Sento il derby? Personalmente no. Ma era così anche quando giocavo, forse perchè non sono nato qui: erano più i tifosi a sentirlo. A me non pesava.
La ricetta per affrontarlo? Una sola, andate e giocate. Forse lo sentiranno di più i ragazzi delle due squadre: un paio d’anni fa, per un derby giovanile, riempirono il palazzo.

Il mio derby? Era bello, perchè ho avuto la fortuna di vincerlo spesso. A memoria credo di averne persi tre (in realtà sette, ndr). E quando si vinceva, per cinque mesi gli altri subivano…

In A2 sarà vero derby? Senza offesa, ma questo mi sembra decaduto al di là della categoria, anche se l’A2 con soli due americani ancora si salva: lo trovo un derby finto, un evento da creare perchè manca da tempo.
Ai miei tempi era più genuino, oltre che più radicato nel cuore della città. Si giocava in piazza Azzarita, molti giocatori frequentavano le scuole cittadine. Giornali e società fanno bene a pompare questa partita, ma un po’ di fascino è andato perso. E’ normale: anche Bologna era più bella negli anni ’80.

La città non sfrutta a fondo le sue potenzialità: quando leggo che Saputo, dopo aver messo decine di milioni di euro nel Bologna, in certi ambienti deve fare anticamera, mi vien da riflettere…

Sono il virtussino che ha segnato di più nel derby? Non lo sapevo: è un gran vantaggio. Ho avuto la fortuna di giocare in un club fantastico, diretto da un grande come Porelli, con compagni meravigliosi che non si arrabbiavano se tiravo sempre io.

Il più grande? Sasha c’è di sicuro. Io mi sono innamorato anche di altri due: Sugar Richardson e Jim McMillian. Poi non dimenticherei Binelli: ha fatto 18 stagioni in Virtus, avrà giocato 120 derby…
E Villalta? E’ uno che ne ha persi pochi.

L’ultimo fu il Grande Freddo… Mi hanno insegnato a vincere, non a stravincere: abbiamo dato un contentino… (ride)

Il derby più bello? Lo sono tutti. Soprattutto quello vinto con un mio canestro a tempo scaduto: lo diedero buono, ma non era valido. (ride)
Stuzzico? Ho tanti amici fortitudini, con loro mi diverto ancora a scherzare: è il bello di questa sfida, a patto che si resti nei limiti.
Il brutto? Questo basket con poca salute dovrebbe invitare a fare riflessioni: l’A2 è interessante, ma chi va in A – con le regole attuali – rischia di essere penalizzato. La Fortitudo ha fatto il massimo, ha sfiorato la promozione e con una buona comunicazione ha riempito il PalaDozza di abbonati.

Mi piace la Virtus? La seguo in TV, mi pare abbia un’anima. Bucci mi parla benissimo di Ramagli perchè ha creato un bel gruppo e ha dato serenità tecnica. Per andare in A con questa formula, però, dovrà andare tutto bene.

Avrei mai giocato un derby in maglia Fortitudo? No, mai. Non perchè ce l’abbia con loro: ho amici, e stimo tantissimo Tesini, padre nobile dell’Aquila. Ma sono cresciuto in un club diverso e lì resto.

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