VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA

Spissu voto 7 – Partita sontuosa: 22 punti con 4 triple, buona difesa su Robinson e ottima regia. Quasi la vince con le due triple nel primo supplementare. Gioca tantissimo, e arriva alla fine comprensibilmente esausto.
Umeh voto 5.5 – Alla fine ha discreti numeri, ma i suoi punti sono quelli che sono mancati di più in tutta la partita. Non si accende mai da tre (2/7).
Spizzichini voto 5.5 – Difende duro, tanto e forse troppo. Esce esausto e nervoso, con quinto fallo ed espulsione.
Rosselli voto 6.5 – C’è ben poco da contestargli (18 punti e 8 assist) se non la scelta nell’azione decisiva del primo supplementare. Isolamento 1vs5 e sparacchiata da tre, oltretutto in una sera in cui il tiro pesante non entrava (1/6). Si poteva gestire meglio, peccato.
Michelori voto 6 – Come Bruttini, utilissimo dietro e quasi impalpabile davanti.
Penna voto 4.5 – Cinque minuti, quattro falli e due errori. Non sembra essere il suo livello, detta con onestà.
Bruttini voto 6 – In attacco è nullo, ma quando lui è in campo la difesa bianconera cambia faccia. Avrebbe meritato più spazio nei momenti decisivi.
Ndoja voto 5.5 – Parte a razzo con doppia cifra immediata, fa spaventare tutti rischiando la distorsione all’altra caviglia, poi rientra e fa fatica. Lotta, ma in difesa subisce parecchio, e di là non trova più la via del canestro.
Lawson voto 6 – I numeri offensivi sono clamorosi, 28 punti (col 75% da due e il 50% da tre) e 8 rimbalzi. E forza anche entrambi i supplementari con due canestri da rimbalzo offensivo. Però dietro soffre tanto, troppo, e Diliegro lo punisce tantissimo, costringendo Ramagli a mettere Michelori nel secondo e difensivo supplementare.

Le parole di Alessandro RamagliPeccato perché noi abbiamo bisogno di fare una vittoria in trasferta su un campo come questo, per alzare il livello di consapevolezza che già abbiamo ma che dobbiamo rinforzare. Peccato perché siamo stati molto bravi per lunghi tratti della gara, siamo stati in vantaggio per 30 minuti che significa abbiamo avuto la forza di giocare con autorità sul campo di una squadra molto forte. Secondo me alla fine ci sono mancate le energie, ci sono saltate addosso le partite giocate la scorsa settimana, la partita si è fatta sporca e ci sono mancate le energie per vincere. Abbiamo anche avuto la palla della vittoria, ma la pallacanestro è questa. Questa partita vincendo poteva darci tante cose, anche se abbiamo perso secondo me non ce ne toglie.
Verona? E’ una squadra che mette in campo nove giocatori già fatti, e solida e si vede, poi con le vittorie il livello di consapevolezza si alza. Altre squadre qui ci hanno lasciato le penne, noi siamo andati vicini a non lasciarcele giocando per lunghi tratti una buona pallacanestro, poi a livello energetico abbiamo pagato.

Le parole di Luca Dalmonte Il valore di una battaglia è proporzionato al valore del nemico, chiaramente in senso sportivo. Per cui il valore di questa lo è proprio in proporzionato al valore degli avversari, ed anche al modo in cui si combatte e vince. Intendo dire che abbiamo avuto certamente dei momenti di grande difficoltà, dovuti ad una tensione figlia della consapevolezza dell’importanza della partita, ma anche del fatto che contro avevamo una squadra che non stava sbagliando niente ma aveva completamente in mano il senso della partita. Abbiamo sicuramente preso dei rischi, ma del resto giocando regolari e non prendendone probabilmente avremmo portato la partita dove voleva la Virtus. Abbiamo rischiato sui pick’n’roll di Spissu, su quelli di Rosselli, pagando dazio oltremodo perché non eravamo sintonizzati bene non tanto sulla scelta ma sul come praticarla. Quello che ci ha dato la possibilità di recuperare la partita, recupero che abbiamo iniziato quando da un break di -17 siamo tornati a -7, quei dieci punti raschiati han fatto sì che nel tunnel degli spogliatoi ci fosse comunque l’idea che era possibile. Chiaramente oltre che l’idea ci vuole il coraggio, l’applicazione perché questo potesse divenire. Tra un errore e l’altro, una persa o un rimbalzo lasciato, abbiamo anche avuto i possessi per chiuderla prima.
La cosa più importante è aver cambiato la difesa e mantenuto la solidità su cosa fare in attacco: i pop di David, attaccare il loro 4 con David, poi siamo passati a Diliegro che rollava. L’idea di sapere sempre cosa fare con i nostri quintetti contrapposti ai nostri quintetti credo alla fine ci abbia premiato. Penso che sia stata una partita bella perché intensa, bella perché incerta, secondo me anche con dei momenti gradevoli di pallacanestro grazie a tutte e due le squadre. Anche loro sono stati bravi a punirci, a trovare le situazioni di vantaggio.
Il momento peggiore è stato l’overtime, dopo aver finito il tempo regolamentare come l’avevi finito. Era una cosa che poteva abbattere pure un rinoceronte, con l’aggravante di quel 3-6-9 che poteva farci morire. Qui merito più assoluto ai giocatori.
Il nostro è un calendario bastardo: abbiamo i top team in casa e le squadre che lottano per la vita fuori casa: ci vuole la capacità di essere pronti alle differenti difficoltà che ogni singola partita ci contrappone. LA difficoltà tecnica, quella ambientale, quella figlia di tante motivazioni non solo tecniche. La capacità di capirle, da partita a partita, ci aiuta a risolverle. Se le affrontiamo tutte con lo stesso stampo non è funzionale.

(interviste raccolte da Lorenzo Peretti)

Il video della conferenza stampa, realizzato da Laura Tommasini di Sportpress

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