Tuona contro la jella, Boniciolli, e a voler essere per forza di cose degli haters si potrebbe dire che va bene Flowers lo scorso anno, ma quest’anno le scelte sbagliate non sono figlie di divinità farlocche quanto di decisioni prese male. Anche se il non poter usare Nikolic nemmeno a scartamento ridotto, forse, non è ascrivibile a lui. E’ anche vero, però, che mai una scelta ciccata è stata pagata così tanto, sottovalutando forse – forse – l’importanza che hanno gli stranieri a questo livello. La Fortitudo che esce sconfitta da Verona non è quella di Piacenza o Imola, per intenderci, lotta fino alla fine con quel che ha adesso tra le mani, ma è chiaro che, quando c’è da stringere, ha tante opzioni con la o minuscola e nessuna, appunto, con la O. E, la differenza tra una vittoria e una sconfitta, sta tutta qua.

Pochi punti nelle mani, poca capacità di andare fuori dai giochi nei momenti difficili: alla fine si può anche difendere bene, però qualcosa agli avversari va concesso, mentre di qua, ahinoi, la cosa non riesce ad essere concretizzata. Con la leggerezza degli esterni, che quando non riescono a volare si impiombano, con l’impossibilità per Mancinelli di trasformarsi in percentualista, e con Knox che soffre, fin troppo, questa mancanza di idee e alternative attorno a lui. Purtroppo, le cose vanno così.

Adesso, la questione è molto semplice, senza voler a tutti i costi dare eccessiva importanza ai rumors e a tutto il resto. Si deve aspettare che arrivi lo straniero nuovo? Si aspetti, ma intanto è difficile capire a cosa serva tutto il nervosismo che gira attorno alla squadra, con lotte tra guida tecnica, stampa e quello che è. Vero che una qualsiasi dichiarazione della proprietà sulla fiducia a Boniciolli andrebbe quasi a certificare che la necessità di puntualizzarlo c’è, e che quindi non c’è una solidità al 100%. Però, adesso, forse, l’unica cosa da fare sarebbe quella di ovattare il tutto, mettersi a lavorare, aspettare il mercato senza che questo sia un alibi per la truppa. Stare qui ad accusare chi ha portato la squadra ad essere, a metà gennaio, senza uno straniero non conta poi tanto. Se ne riparlerà.

Shine on you crazy diamond – La grinta e la voglia di stare sempre sul pezzo anche avendo in mano matite e non pennarelli, per ora ci si deve accontentare di questo.

Another brick in the wall – La difficoltà di trovare qualcuno capace di andare sopra le righe. Specie se Knox, unico americano presente, si mette a ruota e non grida ai compagni che possono fidarsi di lui.

(foto Massimo De Marco)

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