Di certo ieri la Virtus a Venezia ha fatto una buona partita, e se l’è giocata fino alla fine a casa di una squadra più quotata, e per come sono andate le cose deve avere enormi rimpianti. Sarebbe bastato davvero poco per portarla a casa, ad esempio che fosse entrata la tripla ben costruita di un comunque ottimo Vitali, o che Fells non avesse fatto boiate a ripetizione nel finale. Poi ci sarebbe anche qualcosa da dire – e Valli l’ha fatto notare in conferenza stampa – sui 21 liberi a 1 dell’ultimo quarto: ce la caveremo parlando di arbitraggio non sfavorevole ai padroni di casa, ecco.

Di sicuro la Virtus sta crescendo, e anche la condizione fisica generale sta migliorando: e avere un Pittman che tiene bene il campo per 28 minuti è un’ottima notizia.
Detto questo – però – il piatto continua a piangere. I due punti, come sempre in trasferta da 17 partite consecutive, li hanno presi gli altri. Il 1° febbraio a Capo D’Orlando si “festeggerà” un anno senza vittorie in trasferta, sinistro primato che fa riflettere, visto che parliamo di due squadre decisamente diverse, che hanno in comune la presenza di coach Valli e dello staff tecnico, più alcuni giocatori.

Inoltre la classifica continua a essere pericolante, con soli due punti di vantaggio sull’ultimo posto di Capo D’Orlando, proprio lei. E non è difficile pensare che la trasferta in Sicilia sarà la partita più importante della stagione.

Infine, non si può parlare anche della squadra, e di alcuni singoli in particolare. E’ vero, la Virtus adesso è corta, ma non solo perchè manca Allan Ray. E’ corta perchè i problemi strutturali stanno iniziando a venire fuori. Gino Cuccarolo a oggi non è un giocatore di serie A, e quando è impiegato – come ieri – fa davvero fatica, e tutta la squadra con lui. Inoltre manca sempre un cambio naturale del playmaker, e questo costringe gli esterni a minuti di regia fuori ruolo.
E infine, Courtney Fells è sempre più disastroso. Tra l’altro, l’ex San Lorenzo sembra avere la singolare capacità di fare sempre la cosa sbagliata nei momenti chiave della partita. E’ successo a Cremona, è successo a Torino, è successo ieri. Gli indizi iniziano a diventare tanti, ed è normale chiedersi perchè sia sempre in campo nei finali caldi, soprattutto dopo prove dannose. E anche le cifre stanno iniziando a diventare inquietanti: in nove partite Fells gioca 28’ con 8.9 punti, tira col 32% da due e il 28% da tre e perde quasi quattro palloni a partita. Per dire, il vituperato (e tagliato) Penny Williams ha chiuso la sua esperienza in bianconero con cifre non molto diverse: 7.5 punti in 23’ di impiego, ma appena 1.5 palle perse.
Nelle ultime tre partite il rendimento di Fells è precipitato: 3/15 da due, 2/13 da tre per 4 punti e -4 di valutazione media. Insomma, quello che è arrivato come il miglior giocatore disponibile sembra una toppa peggiore del buco.

(foto Roberto Serra – Virtus Pallacanestro)

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