Valerio Mazzola – che ieri ha pubblicato sulla propria pagina Facebook il logo della Virtus con la scritta “Trust (Virt)US” – è stato intervistato da Luca Muleo su Stadio.

Ecco le parole dell’ala bianconera:

La retrocessione? No, non ci voglio neanche pensare. Cerchiamo di eliminare questo pensiero dalla testa di tutti, trovando risultati positivi nel minor tempo possibile»

Il motto Trust (Virt)US che ho pubblicato su Facebook? È un gioco di parole che mi è venuto mentre stavo facendo fisioterapia e scrivevo sulla lavagna attaccata al muro. E’ unmomento difficile, c’è bisogno di avere fiducia in noi stessi, dal pubblico. Un modo per chiamare tutti al palazzetto, darci la carica, lasciare le polemiche a casa, per remare tutti nella stessa direzione.

E’ arrivato l’ennesimo duro colpo con l’infortunio di Allan Ray? Il nostro umore è abbastanza altalenate, passa dal dispiacere alla rabbia, e la voglia di fare che c’è sempre. Non è un momento facile, così come non sarà facile uscirne. Ma abbiamo tutti i mezzi per farlo.

La salvezza passa dagli scontri diretti? Se vinciamo, ribaltando la differenza canestri con Torino e Varese, forse potrebbero bastare anche tre vittorie.

Milano arriva dalla vittoria in Coppa Italia e a casa del Banvit? Mentalmente siamo pronti a giocarcela, andiamo sempre per vincere. Sulla carta è ingjoca-bile, ma molti fattori possono essere a nostro favore. Per esempio le quattro partite che Milano ha giocato da venerdì scorso. Chissà, magari ci sottovalutano. L’importante sarà utilizzare questa gara per crescere e far vedere che mettiamo il cuore in campo, smorzando le critiche.

Sto soffrendo per il rapporto difficile con l’ambiente? Si, ho sofferto tanto. Non ho mai detto nulla, ma ho sofferto perché non credo sia giusto imputare alla squadra di non mettere il cuore, di non avere la giusta grinta. Quello che posso fare sarà smentire chi lo sostiene, dando il massimo in questo finale. Magari non traspare tutto quello che facciamo. Adesso il pubblico se la prende contro questo o quest’altro: tocca a noi rasserenare l’ambiente e regalare la certezza di dare tutto ciò che abbiamo.

Qualcosa però fin qui non ha funzionato? Problemi tra di noi non ce ne sono mai stati. Magari non abbiamo trovato la stessa unione dell’anno scorso, ma quella viene anche dalle vittorie e dalle conquiste sul campo. Gli anni belli ci sono perché le vittorie creano chimica, non sono cose distinte. Però lavoriamo tanto, mettiamo impegno, se i risultati non premiano magari ci si abbatte e inconsciamente si può fare un aiuto in meno, uno sforzo in meno. Ora serve resettare e creare l’entusiasmo in queste ultime partite.

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