Michael Umeh è stato intervistato dal Resto del Carlino.
Ecco le sue parole:

A Ferrara una palla persa nata da una sua rimessa ha condizionato l’esito della gara, negando la vittoria alla Virtus. La partita avremmo dovuto chiuderla molto prima, per non arrivare alla fine con un margine così esiguo. Abbiamo rivisto quel particolare, è una situazione che in allenamento abbiamo provato tante volte, purtroppo c’è stato un problema per organizzare le nostre posizioni e da lì è nato l’errore. Il nostro campionato non si ferma, però, con quell’episodio: dobbiamo andare avanti provando a recuperare alla prima occasione utile quei due punti che abbiamo perso.

Tre vinte e due perse. Come giudica il momento della squadra? Sarei preoccupato se oggi, dopo appena un mese dall’inizio del campionato, noi fossimo perfetti. Adesso non serve esserlo, servirà esserlo quando una sconfitta può significare la fine di una stagione. Stiamo lavorando, siamo un gruppo nuovo e dobbiamo conoscerci. Siamo partiti bene anche perchè i nostri avversari probabilmente avevano avuto qualche problema in più di noi e lo hanno pagato. Noi abbiamo bisogno di essere al completo, cosa che in pratica non è mai successa.

Domani sarete fermi e poi giocherete tre partite in otto giorni. Contro Treviso preferiva giocare subito? In questi casi non c’è mai la controprova: se le vinceremo tutte allora tutti direbbero che questa pausa ci ha fatto bene, se perdessimo a Udine allora il parere sarebbe contrario. La mia impressione è che in questo momento noi abbiamo bisogno di allenarci un po’ di più dei nostri avversari per fare un passo avanti ed esprimere una qualità di gioco migliore. In alcuni momenti la squadra fa fatica, e quando accade si disunisce.

In attacco per ora solo la coppia composta da lei e da Lawson ha mostrato una buona continuità. Che ne pensa? I numeri dicono questo, ma gli ultimi risultati dicono anche che solo quella coppia non basta. Noi siamo un gruppo dal potenziale molto alto che però deve avere la possibilità di lavorare insieme per non perderlo. Ci vorrà tempo per avvicinarci a quella perfezione di cui parlavo prima.

Due mesi a Bologna, le piace la città? Molto, probabilmente è il miglior posto dove abbia giocato a basket e questo non lo penso solo io ma anche la mia famiglia. I tifosi hanno una grande passione per la pallacanestro: si capisce subito che vogliono molto bene alla Virtus.

La Virtus – intanto – continua ad allenarsi, sempre senza Klaudio Ndoja che è ancora fermo.

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