Dopo gli episodi con Alessandro Amici durante la partita di sabato a Mantova, e la reazione che gli è costata una giornata di squalifica (commutata in ammenda), Micheal Umeh ha parlato della situazione a Luca Aquino sul Corriere di Bologna.

Ecco un estratto delle sue dichiarazioni:

Cos'è successo? All'inizio volevo gestire privatamente la faccenda, non volevo che diventasse pubblica. Ora sarà tutto nelle mani del club, che si è preso cura di me e mi ha sostenuto, e della Federazione. Non c'è bisogno di dire altro.
Leggendo le motivazioni della squalifica la reazione può sembrare sconsiderata? Tutti quelli che mi conoscono sanno che non voglio problemi e soprattutto che non voglio iniziare nulla che possa crearne. Tutti possono dire quello che vogliono, io ho spiegato al club e al coach quello che è successo e adesso è diventata una questione interna.
Mai capitato qualcosa del genere? Nulla che avesse avuto questo tipo di risonanza. Come ho detto, è una cosa che va gestita internamente e privatamente nel club. Ogni cosa sarà più chiara a suo tempo.
Il razzismo c'è anche nello sport. Il razzismo è ovunque e in ogni momento della nostra vita, ma nello sport solitamente non è un problema così grande, perché fondamentalmente tutti si rispettano l'un l'altro.

A Mantova è finita la striscia di 11 vittorie di fila? Siamo partiti male, poi abbiamo recuperato e siamo andati in vantaggio, con una grossa opportunità di poterla vincere, ma sfortunatamente non ce l'abbiamo fatta. Dobbiamo riscattarci e aggiustare le cose che non funzionano per metterci nelle condizioni di tornare a vincere.
C'è sempre qualcosa da migliorare, non siamo perfetti, soprattutto in trasferta possiamo fare meglio per tornare a vincere le partite nel modo in cui sappiamo. Siamo una squadra che commette ancora degli errori ed è su questi aspetti che lavoreremo.
Il momento decisivo è ancora lontano? Quando arriveranno i playoff dovremo essere in grado di giocare la nostra migliore pallacanestro. Abbiamo sicuramente tempo per sistemare i dettagli che ancora non vanno alla perfezione, siamo una squadra molto giovane e i nostri ragazzi stanno migliorando molto.

A Verona con Ramagli vincemmo la regular season e la Coppa Italia, per poi essere eliminati al primo turno playoff? Ci ripenso spesso, quella stagione è stata un grosso insegnamento. Come detto, quando arrivi ai playoff devi essere in grado di giocare la tua miglior pallacanestro anche se sei stato una squadra dominante in regular season. Se non giochi nel modo giusto, gli avversari saranno in grado di punire ogni tuo errore.

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