Il GM della Virtus Julio Trovato è stato intervistato dal Resto del Carlino.
Ecco le sue parole:

Siamo molto soddisfatti del lavoro fatto dalla squadra. Non solo per i risultati che equivalgono al primo posto in classifica, ma per il fatto che i giovani giocano, e come giocano. Siamo un gruppo vero che sta bene insieme e che sta ben rappresentando lo stile Virtus.

Trovato, adesso avete 18 giorni di pausa forzata per lo svolgimento dei campionati europei under 18, come li gestirete? Con il buon senso, dato che per tutti è una novità, essendo la prima volta che succede una cosa simile. Vedremo se questo stop inciderà sull’andamento della nostra stagione oppure no.

La squadra è molto serena e tende a schivare le domande sul derby. Come siete riusciti a isolarla? Per esperienza i giocatori danno il meglio di sè quando si sentono protetti. Protetti significa fare in modo che si preoccupino solo di allenarsi e giocare. E’ chiaro che anche loro sentono il clima del derby, ma sanno che c’è chi lavora per fare in modo che diano sempre il massimo in campo. Sappiamo di affrontare una squadra che è stata costruita per vincere e noi ci faremo valere.

Ci sono novità su questa partita? No. Ieri abbiamo incontrato la questura che ci ha detto come vuole che sia mappata la Unipol Arena e noi nei prossimi giorni renderemo note le modalità di vendita e le tariffe dei biglietti. Nella prima fase i nostri abbonati avranno un diritto di prelazione.

Con il rientro di Ndoja, anche voi punterete alla serie A? Noi all’inizio dell’anno abbiamo detto quali erano i nostri obiettivi per questa stagione: disputare un campionato di buon livello e dare un’opportunità di crescita ai nostri giovani. Le due cose si stanno realizzando e questo grazie a un lavoro che non guarda più in là della prossima partita. Se questo incontro sarà la quinta gara per la finale promozione, allora quella sarà la partita da vincere. Adesso siamo preoccupati di affrontare la gara con Roseto.

Da luglio lei lavora in Virtus: cosa rende così affascinante la Vu Nera? Rispondo con la parola inglese “pride”. Tradurla semplicemente con il termine orgoglio è riduttivo perchè è un concetto più allargato. Provo a fare un esempio: se uno va all’università di Duke e vi trascorre una settimana, frequentando i giocatori, i professori, gli stuendi e le altre persone che vi lavorano, ad un certo punto si sente parte di una storia e sente sue le strutture gotiche che la caratterizzano. Alla Virtus è la stessa cosa. Senza accorgersene uno matura quel senso di appartenenza ad una storia, ad uno stile e ad un orgoglio che alla fine senti di far parte di questo ambiente.

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