Ci si potrebbero fare trattati socio-antropologici, forse ne sono già stati fatti, a cercare di capire il modo di pensare dei commentatori da social, che ci mettono un attimo a trasformarsi da haters in lovers a seconda dei risultati della squadra. D’altra parte, se la donna è mobile qual piuma al vento, figurarsi i Porcellini Rosa e compagni: ecco quindi come una accozzaglia di broccacci allenati da un pazzo, in pochi giorni siano diventati un gruppo compatto e completo allenati da uno che sarà fatto a modo suo ma guai a perderlo per strada. Fino alla prossima sconfitta, sia chiaro. Intanto, Boniciolli potrebbe far presente una cosa, se non fosse che in città qualsiasi occhiata all’altro lato del fiume rischi di essere visto come più di quanto non sia: visto che a segar allenamenti per via di infortuni e a giocare con metà squadra zoppa, forse qualche partita la si può anche perdere, senza che questo significhi per forza che siamo tutti da buttar via? Chissà.

Intanto, una settimana è passata per aumentare le connessioni tra Legion e i compagni, e tra i compagni e Legion, allenandosi con qualche stop (Campogrande sarà ancora fuori, e un po’ di influenza per Mancinelli), ma con l’ottimismo di chi è partito in maniera più che positiva. Poi siamo tutti grandi e vaccinati per capire che le rondini singole non fanno primavera, che gli americani (gli stranieri in genere) all’esordio fanno sempre il botto, basti citofonare in Virtus a Fells: 18 punti, 6 rimbalzi e 4 triple alla prima uscita, poi un discreto contributo, in negativo. Vero che Legion non è una incognita come quell’altro che abbiamo citato, vero che lui di ventelli ne sta sparando da anni, in A2. Però è normale che il giudizio debba essere differito di qualche altra settimana. Sapendo che si potranno aprire spazi per altri (Knox, ma anche Montano), che altri ancora potrebbero trovarsi un po’ da ridefinire come ruoli e responsabilità (Raucci, ma anche Candi) e che l’amalgama, come si suol dire, va cercata e non comprata al mercato.

Trieste, quindi. Borgo natio per Boniciolli, ma soprattutto piazza che quest’anno tanto male non sta andando, visto e considerato che di terzo posto in classifica si parla per la truppa di Dalmasson. Risultati figli soprattutto di una discreta potenza casalinga: i giuliani si sono fatti uccellare solo alla prima uscita, poi sono arrivate 8 vittorie di fila, con un differenziale medio di 17 punti a botta. Triturando chi si è messo in posizione di sacrificio, cuocendo a fuoco lento chi invece ci ha provato. Reduce da 4 vittorie consecutive, Trieste vorrà vendicare la gara d’andata, quando al Paladozza non riuscì ad andare oltre quota 54 punti fatti, e da una decina di partite ha aggiunto il qui ben noto Alessandro Cittadini (7+4) a dare solidità ed esperienza al gruppo. Dove i punti vanno nelle mani degli americani (l’ala Green, 17+6, e il lungo Parks, 14+7), e dove gli italiani non sono collaterali, anzi. Doppia cifra per l’altro lungo Daros, mentre la trazione anteriore è garantita dalla coppia “Il vecchio e il bambino” Pecile-Bossi Ovvero, come si suol dire, esperienza ed esplosività.

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