Tutto bene, talmente bene da far anche temere che la squadra sia fin troppo pronta, dato che il campionato è lungo, non è deciso nulla finchè l’arbitro non fischia, una rondine non fa primavera eccetera eccetera. La Fortitudo passa un’altra settimana con il pieno di complimenti, con le uniche ambasce legate al recupero di Mancinelli – che dubitiamo voglia già passare al ruolo di capitano non giocatore – mentre tutto a posto per il rientrato Hasbrouck. D’altra parte è difficile trovare peli nell’uovo, almeno guardandola al di fuori, mentre è giusto che Martino, nel sancta sanctorum della palestra, cerchi di capire dove crescere.

Magari in difesa, anche se viaggiando a 90 di media l’idea è che l’attacco abbia sempre e comunque la capacità di mettere eventuali toppe. O nella continuità all’interno della partita, beninteso che a metà ottobre pensare di poter avere 40 minuti di autonomia al 100% pare, onestamente, un pochino troppo. O nella capacità di rispondere a momenti negativi, e qui l’impegno di domenica mattina diventa davvero interessante, perché potrebbe essere la prima volta in cui questi si presenteranno davanti a Fantinelli (ex di turno, presumibilmente non in previsione di accoglienza con la banda del paese) e compagni.

Treviso, quindi. Ci sono ormai tanti di quei precedenti tra le due piazze, dai tempi dell’Eurolega e/o delle finali scudetto passando ai recenti playoff al piano inferiore, che a fare un elenco si rischierebbe di scriverci libri lunghi come faccende di Joyce o simili. Per ora diciamo che sul Sile continuano a provare la promozione, e che rispetto agli anni passati è finito un ciclo, con il cambio di guida tecnica e l’arrivo, da Reggio Emilia, di coach Menetti. Treviso non ha fatto un gran precampionato, ma ha fatto subito 2-0 tra Ferrara e Piacenza, e quindi l’idea è che, bene o male, tanto acerbi non lo siano. Buona impressione e leader statistico di questa alba di campionato è l’esterno americano Burnett (21 punti e il 75% al tiro), mentre ancora da inquadrare il regista USA Wayns. Tanti, ovviamente, gli italiani protagonisti: in attesa del ritorno di Tomassini bene sta andando chi a Bologna, frettolosamente e ingiustamente, era stato battezzato come il nuovo Brunamonti. Matteo Imbrò, che nelle prime due ha fatturato 13 di media. Occhi per forza di cosa puntati anche su Matteo Chillo, oltre che sull’ex Imola Alviti e su una truppa che, in generale, è lunga abbastanza per essere un vero e proprio esame di maturità anticipata.

( Foto Fabio Pozzati / ebasket.it )

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