Alla fine la verità è che a seguire la Fortitudo non ci si annoia mai, tra problemi di pallini sulle maglie, polemiche su Mameli, operazioni di marketing non del tutto approvate dalla platea – almeno a spulciare i social – e l’ultima faccenda della trasferta a Treviso proibita. Se ne potrebbe disquisire per giorni e giorni (ma provare a far cantare l’inno alla Signora Mancinelli?), di certo quel che ora preme di più intanto è trovare una soluzione al Fratelli d’Italia, dato che l’innometro ha già superato le 4 cifre. E poi, la piccola faccenduola delle trasferte proibite: per evitare che la cosa diventi arbitraria, non sarebbe il caso che si venga detto, magari a inizio campionato, “queste partite sono un po’ a rischio, vediamo cosa fare”, senza arrivare a tre giorni prima e far partire i bisticci? E la cosa, poi, sarà reciproca? Si proibirà ai tifosi di Treviso l’apparizione al PalaDozza, quando per vent’anni almeno, a livello discretamente più alto di quello attuale, in un modo o nell’altro non sono state rase al suolo città? O ci venga detto, ufficialmente, “è un modo per evitare problemi a prescindere”, senza tirar fuori altre scuse.

Il campo, invece? Il campo dice che la Effe continua ad avere zoppicamenti sparsi, con giocatori non al meglio eccetera: tutta roba che magari alla domenica può essere riesumata, ma che non facilita il lavoro settimanale di chi deve cercare di creare la famosa, famosissima, amalgama. Anche se, per la prima volta da tempo immemore, ieri la squadra si è allenata al completo e domenica Boniciolli dovrebbe averli tutti a disposizione. In un campionato dove è normale, a 120’ dal via, che non ci si capisca un tubo su gerarchie e tutto il resto. Per ora, abbiamo visto un buon manipolo di superstiti fare bene a Chieti, in nove far disastri casalinghi con Verona, in otto recuperare dopo un rischio tracollo in casa con Ravenna. Insomma, il bello e il cattivo tempo, ergo trarre conclusioni sarebbe come cercar di capire da come regge il biberon se il poppante sarà architetto o squatter.

Treviso, quindi. Non serve andare a ricordare quando la sfida valeva scudetti e posizioni importanti in Eurolega, perché comunque la rivalità tra le due piazze si è riaccesa nei mesi scorsi, con la serie playoff (e polemiche sui controsoffitti, varie ed eventuali) che Bologna ha portato a casa dopo aver fatto saltare il PalaVerde in gara 1 e mantenendo poi il servizio nelle prove successive. Siamo arrivati ai playoff troppo stanchi, ha detto coach Pillastrini, che quest’anno proverà a far di meglio con una truppa abbastanza confermata. Specie negli italiani, con il giovane Moretti e gli ex Virtus Negri e Fantinelli a tenere alto il vessillo dell’italianità, tra gli altri. Nuovi invece gli americani, con l’ala DeCosey (9 fin qua) e l’ala forte Perry (13+8). In area confermato anche Ancellotti, 8 rimbalzi di media. Allena, come detto, Stefano Pillastrini: chi dovesse fischiarlo, lo ripetiamo all’infinito, un quarto di secolo fa a Cremona non c’era. O se c’era, ha memoria corta.
Si gioca a Treviso, ore 18.

(Photo by Fabio Pozzati / Iguana Press / Fortitudo Pallacanestro Bologna)

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