Alla fine di una partita che con 5344 spettatori dichiarati ha fatto il record stagionale in A2, il commento migliore è arrivato sulla nostra bacheca FB: Treviso non faceva mai mai mai canestro, ma la Fortitudo non lo ha fatto mai mai mai mai. Roba d’altri tempi, meline a metà campo con regie forse troppo acerbe per poter uscire dalle trappole delle altrui difese, e canestri che spesso sono arrivati più su carambole che non altro. E alla fine Treviso l’ha vinta perché più capace di servire i propri lunghi, visto come la coppia Powell-Ancellotti abbia fatto 28+24 e, soprattutto, un 66% al tiro collettivo che è roba quasi impensabile viste le mani tetre e tetragone che si sono viste attorno. 42% per Treviso (ma 28% esclusi i due citati), 26% per Bologna, e capirete di cosa stiamo parlando.

Atmosfera che nulla ha avuto da invidiare a quelle delle sfide di tanti anni fa, quando non ci si giocava un posto in alta classifica di A2 (a proposito, Treviso con il cesto finale ha anche impattato la differenza canestri) ma finali scudetto per non dire oltre, con l’unica differenza, cromatica, del celeste veneto laddove un tempo c’era il verde. E chissà se, forse, i fantasmi del passato non possano aver giocato scherzi alla linea verde felsinea: d’altra parte, come giustificare lo 0/18 di Montano e Candi? Chissà. Però, tutto è girato da qua, in quello che a volte è il lato forte della Fortitudo e in altre occasioni, invece, l’anello mancante. Ci può stare, però addossare la colpa della sconfitta – ricordando che il Palaverde è un posto dove si può anche perdere – ai soli due ragazzuoli sarebbe eccessivo.

Ora, l’obiettivo è ricordare che tutto sommato è stata la classica sconfitta fortitudina in casa di una squadra più forte, piangendo sull’almeno dozzina di tiri sbagliati quando potevano significare pareggio o sorpasso, e che le attenzioni dovranno essere girate laddove Boniciolli, di recente, ha trovato cause dei suoi malanni personali. Quindi, capire cosa ne sarà di Amoroso (comunque in grande spolvero) e Flowers (un po’ meno), i degenti della vigilia. Sapendo che, comunque andrà, questa Fortitudo sembra davvero una eccellente incompiuta, non sempre per colpe proprie, che oggi – visti anche i risultati della domenica sera – si ritrova al decimo posto, e che comunque deve ringraziare il trentello di Lestini, qualche gara fa, con cui la derelitta Matera (meno mille anche ieri) ha sconfitto la diretta concorrente bolognese Trieste.

Ah, un ultimo pensiero. Un giornale bolognese aveva definito la gara da Fortitudo e Treviso un duello di peso in panchina, forse involontariamente notando che, ecco, né Boniciolli né Pillastrini hanno la taglia di Manute Bol. Bene: Boniciolli avrebbe potuto far qualsiasi cosa, ma un duello di peso con Pilla, per ora, non lo vincerà mai.

Ancora un altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore – Il clima, come quello dei bei tempi. Il pathos finale. Tutte chiacchiere: quando si esce sconfitti in questo modo, anche le cose buone fatichi a vederle, e si dovrebbe ragionare a mente fredda.

Ne abbiamo avute di occasioni perdendole – Detto dell’incredibile debacle percentualistica degli esterni, forse anche Daniel, diciamo, non ha fatto del suo meglio. Ci può stare, forse.

(foto trevisobasket.it)

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