Dopo le partite di oggi la Virtus è penultima: i bianconeri sono stati agganciati da Pesaro, che ha battuto Venezia 82-75 trascinata da un Daye da 26 punti, e si tengono dietro la sola Torino, sconfitta ad Avellino 86-79.
Ma a parte la classifica, che comunque è assolutamente fondamentale, bisogna dire che se da un lato perdere a Cremona e Trento ci sta – dato che si tratta di squadre di talento in grande forma, e ben più costose della Virtus – dall’altro è il modo che ancora offende. I bianconeri non vincono in trasferta da quasi undici mesi, e hanno collezionato 15 sconfitte di fila. E tra la stagione e la scorsa ci sono vari punti in comune, a partire da coach Valli e finendo con 5 giocatori. Ma anche rimanendo solo a questa stagione, l’impressione è che il gioco delle Vu Nere stia peggiorando, invece di migliorare. Ieri per lunghi tratti della partita si sono visti giocatori fermi, brutte spaziature, un Gaddy che (obtorto collo, probabilmente) doveva andare per conto suo invece che innescare compagni dalle mani quadre, e il solo Pittman a cui veniva data la palla sempre e comunque, come ultimo refugium peccatorum di una squadra che spesso e volentieri non sapeva cosa fare. Non a caso Giorgio Valli è apparso piuttosto nervoso, e si è preso il secondo tecnico consecutivo.
E dato che Allan Ray non c’è, e bisogna anche vedere in che condizioni tornerà, dopo essere assente praticamente da fine settembre, il nuovo innesto Courtney Fells – che ieri ha accusato un problema muscolare che sarà valutato domani – teoricamente doveva essere il miglior giocatore disponibile sul mercato, dopo un buon inizio a Varese è stato disastroso, con percentuali terribili e 12 perse nelle ultime due partite. Questo anche perchè usato fuori ruolo, bisogna dire. Fells non è un regista ed è costretto a farlo perchè la Virtus non ha un cambio di Gaddy, e questo è uno dei peccati originali di questa stagione. L’altro è la mancanza di un uomo nella rotazione dei lunghi, dato che Cuccarolo è davvero ai margini della rotazione, ed entra solo in caso di emergenza. A questo punto è naturale chiedersi perchè sia stato confermato.

La Virtus rischia seriamente di retrocedere? E’ presto per dirlo, ma di sicuro vengono in mente sinistre analogie con la Ferrara 2009-10, dove c’erano Crovetti e Valli, oltre a Ray e Mazzola. Dopo una stagione straordinaria – sfiorando i playoff – nella stagione successiva Allan Ray per una lesione ai legamenti non ci fu mai – e la squadra retrocesse.
Dopo gli scongiuri del caso bisogna dire che a questo punto le prossime due partite casalinghe diventano decisive, e bisogna fare 2/2 a ogni costo, anche se gli avversari sono pessimi clienti come Pistoia e Cantù. Altrimenti, la proprietà sarà chiamata ad agire, perchè non basterà più aspettare il ritorno di Allan Ray. Ed eventuali ragionamenti andranno fatti a tutti i livelli – tecnici ed economici – anche perchè che le altre squadre coinvolte non hanno esitato a mettere mano al portafogli, a parte la sola Capo D’Orlando.

Poco dopo il suo insediamento Pietro Basciano ha detto che che la Virtus la Virtus va riportata dov’era. Non serve poi molto, visto l’attuale contesto del basket italiano, e di recente gli ha fatto eco il vicepresidente Maurizio Mazzieri: noi abbiamo un unico obiettivo, quello di riportare in alto il club. E’ un lavoro che richiede tempo e che non può essere improvvisato. Di tempo potrebbe non essercene tanto: questo processo deve iniziare ora, iniziando con il raddrizzare questa stagione.

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