Fortitudo, quindi. Direte, quei due o tre che mi leggete, ma non è di solito la formula per presentare gli avversari?. Vero, ma visto e considerato che rispetto a 14 giorni fa la Effe è praticamente un’altra squadra, allora è quasi il caso di ricordare quale sia la squadra che di solito seguiamo. Che nel frattempo ha appoggiato Baldasso sulla panchina di Milano, che si è ritrovata con la fuga di Ashley (che il ragazzo volesse scappare da Azzarita come Clint Eastwood da Alcatraz lo si era nasato, ma non fino a tal segno), il Covid di Benzing e gli acclarati acciacchi costanti di Totè e Mancinelli. E allora ecco che il mercato ha dovuto agire non solo dove era evidente una necessità ma anche laddove si sperava di non doversi muovere. Che poi tra Borra e Charaeccetera (capirete che Vene, se non altro per questioni di digitazioni cognomi, sarebbe stato meglio) in serie A facciano una cinquantina di minuti totali giocati è un altro paioo di maniche: si fa con quel che c’è.

Ne esce una squadra che spera di avere da Feldeine maggiore continuità di Richardson, ben ricordando che il ruolo ne ha già bruciati un bel po’, dal ritorno in A1. E che i due nuovi lunghi diano legna laddove tutto il settore pare davvero il classico cantiere, viste lungo e brevidegenze. Il greco ha un po’ perso abitudine al campo negli ultimi tempi, se ne avesse voglia male non sarebbe. Sperando che non faccia come altri che in Fortitudo deludono malgrado le aspettative: un tempo qua ci si leonificava, ora pare il contrario. Per ora resta l’islandese: non sappiamo come si dica sarà quel che sarà nella lingua di Bjork, ma ci siamo capiti. E anche lui, al di là delle questioni sul ruolo, è uno che qua ha dato un decimo rispetto al curriculum. Bah: chiaro che ora gli stranieri sono 6, ma ipotizzando che un cambio di Durham non sembra in preventivo e viste le lune, non è certo che Gudmundsson venga accompagnato a brevissimo al Marconi.

Tortona, quindi (davvero stavolta). E il ricordo va all’unico precedente in loco, ovvero quando nell’ottobre 2013 l’appena rifondata Fortitudo affrontò la sua prima trasferta di B2 venendo là tritata 50-70 con successivi strali dirigenziali: in realtà quella Tortona era più forte della sbracalata Effe di Tinti prima e Politi poi: i piemontesi vennero promossi, i bolognesi finirono a schiaffoni a Cento. Poi anni di A2 fino alla storica promozione della primavera scorsa, e ora un inizio stagione di metà classifica (4-5) per la squadra allenata da Marco Ramondino. Andamento alterno, quasi nessuna differenza tra casa e fuori ma anche il prestigioso scalpo della Virtus, in casa, qualche settimana fa. Punti e rimbalzi (14+6) dall’ala Daum, e 9 carambole di media da parte di quel Cain che in estate era stato appaiato anche alla Fortitudo. Poi il tiro di Sanders e la crescita dell’esterno Mascolo, entrato di recente nel giro dei convocati azzurri di Sacchetti. Presiede il fortitudino Marco Picchi: se volesse ricordarsi dell’antico amore, qua non dispiacerebbe affatto.

Si gioca domenica, ora 20.45, diretta Raisport, Discovery+ e Radio Nettuno Bologna Uno.

(Foto di Valentino Orsini/ Fortitudo Pallacanestro Bologna 103)

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