E’ il primo ritorno ufficiale di Giampiero Ticchi al Paladozza dopo i tempi del Progresso Castelmaggiore. A pochi giorni dalla partita contro la Fortitudo, lo abbiamo sentito sulla gara di domenica e sul momento magico di Imola.

Seconda di ritorno, Imola seconda in classifica. A pensarci ad ottobre, cosa si sarebbe detto? “Non era previsto, essere secondi è decisamente una sorpresa. La squadra aveva qualcosa dentro, lo si è capito subito. Come la Fortitudo anche noi abbiamo confermato tanti del gruppo scorso e si è subito visto nel lavoro, avvantaggiato perché siamo partiti da una base di partenza buona, e con ragazzi che sapevano quali erano le mie idee, che non sono immediatamente recepibili. Così tutto è stato più facile. Poi si è visto che erano ragazzi intelligenti, e da qui diventa naturale essere capaci di cambiare le partite in corso, modificare le tattiche, perché anche i nostri giovani sanno sempre cosa fare.”

Questo inizio di stagione ha forse cambiato i vostri obiettivi? “A inizio anno io e il Presidente avevamo due obiettivi differenti. Sapendo che il budget era stato principalmente usato per risanare, io volevo la salvezza mentre lui forse puntava più ai playoff. Io pensavo fosse una dichiarazione forte per quello che avevamo in cassa, di certo in questi mesi qualcosa è cambiato. Abbiamo raggiunto l’obiettivo della Coppa Italia, e 12 vittorie su 16 sono tanta roba. La salvezza non è ancora matematica, manca poco, ma lavoriamo per fare sempre il meglio possibile. Ieri abbiamo fatto riunione, ho detto al gruppo che c’è qualcosa di magico, e potranno arrivare anche sconfitte ma questa magia deve rimanere, così come questi valori di generosità e di voler essere altruisti. Sono tutti contenti, anche il decimo uomo, e nessuno critica per errori degli altri”

La Fortitudo. Un giudizio da esterno sul campionato. “E’ una squadra che dà grande valore al nostro campionato, perché a leggere di Fortitudo e Fossa vengono in mente tante cose importanti nel basket italiano. E chi ci gioca contro mette sempre qualcosa in più: forse è questo il motivo per cui fuori casa non riesce ad ottenere risultati. Ma in casa si capisce che ha una energia diversa, una determinazione diversa. Sembra proprio di giocare con un uomo in più”

E’ la sua prima volta al Paladozza dai tempi di Castelmaggiore. Un ricordo? “I tamburi che spaccavano i timpani, Tudini che faceva da presidente speaker, le ballerine in perizoma… Poi belle persone che vivevano con goliardia un campionato professionistico, clima incredibile. Ricordo Teglia, Santucci, Canna, che avevano grande professionalità e che seppero entrare benissimo nel clima. Oltre ai giornalisti-ultras a bordo campo”

Come si prepara una partita dove il fattore campo rischia di essere il principale avversario della tua squadra? “Da domani faremo allenamento, dopo aver scaricato da youtube vari filmati della Fossa: faremo 20’ di allenamento con gli altoparlanti al massimo imitando i rumori della curva. Ci sarà un frastuono assurdo per immergerci nel possibile casino del Paladozza”

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