Solo due attimi di svantaggio, sulla prima azione di gara e su un attimo di sbandamento a metà secondo tempo. Ma la Fortitudo è molto più squadra di Verona, e non ha particolari problemi a trovare soluzioni meno estemporanee alle problematiche della giornata, e rasentando l’ottimo nell’ultimo quarto arriva la prima vittoria, esterna, su un campo che ora non sarà dei più ostici – Verona è tutta da costruire – ma che di fatto appartiene ad una tua, teorica, diretta concorrente. Bene così.

Si riparte da dove, almeno a Verona, ci si era fermati: scaligeri che non vanno in area nemmeno sotto tortura – anche perché se ci provano sono solo perse – e Fortitudo che, inizialmente, ha buon gioco a fare recuperi, contropiedi e vantaggio. Si tocca il 14-3, poi di colpo i padroni di casa oliano le percentuali e recuperano, contro una F che non ha nemmeno particolari colpe sulla sparakkjanza locale. Serve un tiro da 4 di Benevelli per restare avanti, ed è 25-22 al 10’ contro chi ha già messo 7 triple e niente, niente, da dentro l’arco.

Per tenere la zucca avanti basta solo lasciare i coccodrilli attorno all’area, e lasciare ancora meno spazio dall’arco. Così Bologna rimette dieci punti di divario, contro Verona che ci mette 16 minuti 16 per infilare il primo cesto da due punti. Si potrebbe provare a mettere ancora più spazio sul tabellone, ma qualcosa in attacco si inceppa, anche le percentuali esterne calano, non abbastanza per riavvicinare le truppe. Leunen fionda al 20’, che arriva sul 42-33 Bologna.

Sonnacchiosa nel gestire il vantaggio invece che provare a mettere ancora più centimetri di lama nel cuore, la Fortitudo si trova un attimo fuori posto quando Verona, di colpo, capisce che a provarci in area non si commettono peccati mortali. 11-2 di parziale, e solo gli eccessi ormonali dei locali che non sempre riescono a scegliere quando provarci da nove metri senza esagerare permettono alla F di tenere avanti il naso, 59-58 al 30’.

Il momentaccio – specie sulla non gestione delle vaganti – porta al sorpasso avversario, ma è un attimo per i vari professori fortitudini e con 4 triple e ben pochi errori tutto pare rimesso a posto. 75-66 a 4’ dalla fine, ma serve restare con la testa sul pezzo per non eccitare più di tanto Verona. Rosselli ne fa una male prima ma una bene poi, e il suo 2+1 a 2’30” dalla fine è il primo chiodo nella bara. Poi una penetrazione di Hasbrouck e un nuovo 2+1 di Pini, ed è sacco scaligero.

(Foto di Fabio Pozzati / ebasket.it)

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