Ospite di Black and White, in onda ieri sera su RadioBolognaUno, Alessandra Tava ha parlato dei primi giorni della Virtus femminile. Ecco le parole della lunga bianconera.

Come stai e quali sono le tue prime sensazioni? “Fisicamente sto sempre meglio, da un po’ di giorni ho ricominciato a correre e ho fatto pezzi di allenamento con le altre. La prossima settimana conto di tornare in gruppo. Sono stata agli allenamenti: è difficile spiegare cosa significa allacciarsi le scarpe e vedere la V sulla maglietta. C’è l’energia giusta, siamo in pre-season e dobbiamo conoscerci, nonostante ci siano 5 persone che giocano insieme già da un po’. Ci vorrà del tempo ma le sensazioni sono sicuramente positive.

Obiettivi per la nuova avventura? “In questo momento non possiamo assicurare risultati, non per mettere le mani avanti ma perché in questo momento ci sono squadre già ben costruite e avviate in serie A. Quello in cui ci impegneremo sarà mettere tutto noi stesse: faremo di tutto.

Differenze tra A2 e serie A? “Tre straniere a livello fisico fanno la differenza. Nel mio ruolo, soprattutto, il divario fisico tra A2 e A è ampio. A livello tecnico non è così ampia la differenza, tranne qualche caso particolare. Un’altra differenza sta nella velocità delle giocate: per esempio se prima in A2 avevo un secondo e mezzo per tirare, ora devo ragionare avendone uno solo. “

Tante giovani anche in ambito femminile, un argomento tanto dibattuto nel panorama cestisti italiano: “Un tasto delicato: la paura principale secondo me è quella di bruciare le tappe inserendo giocatori giovani in un contesto più grande di loro. Si dovrebbe guardare la persona, non l’età: in campo ci sono di 16 anni molto più maturi di 30enni che meriterebbero palcoscenici importanti. È un discorso che va affrontato caso per caso. Tanti giovani all’estero? Io sono a favore delle ragazze che decidono di completare gli studi e giocare a basket all’estero. È un’esperienza di vita, ne vale la pena. Le giocatrici che sono tornate dall’estero hanno dimostrato passi in avanti e miglioramenti negli ultimi anni. Io ho giocato in Svezia da straniera e adesso con le ragazze straniere che sono arrivate in Virtus sono portata a fare una domanda in più o a dare un consiglio in più, che può sembrare scontato ma non è così.”

Foto: Virtus Bologna

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