Stefano Michelini, allenatore bolognese ed ex commentatore RAI , è stato intervistato da Luca Sancini su Repubblica.
Ecco le sue parole:

Michelini, avrà più tempo per seguire le bolognesi. Sì, mi consolo così. Alla domenica riesco a vederle entrambe in TV. Come l’altra sera, la doppia sconfitta di Virtus e Fortitudo.

Detto che è presto per tirare le somme, qualche idea se la sarà fatta. Partiamo dalla Segafredo. Ramagli, dopo la partita, ha parlato di schiaffone preso da Ravenna. Innanzitutto mi pare che la Virtus sia una squadra costruita con grande equilibrio, anche soppesando le varie personalità e cercando via via un ruolo fondamentale per i giovani. C’è alla base del gioco un’idea forte di difesa, ma non è mai facile proporla tutte le domeniche, e così è stato contro Ravenna. Che poi si sta rivelando una squadra ben costruita e pensata. E’ stato un passo falso, ma ci sono tutte le fondamenta per ripartire.

La Fortitudo. Tutta colpa della condizione fisica in ritardo? Vero è che ci sono problemi dovuti agli infortuni, penso a Ruzzier e a Roberts. Ma ho sentito Boniciolli dopo la partita, ha ribadito con grande onestà intellettuale che la Fortitudo deve e vuole giocare da favorita del campionato. Mi sembra corretto.

Tornando alla Virtus, domenica soprattutto è mancato Spissu, fin qui molto alterno. Condivide? Conosco Marco da quando aveva cinque anni, lo incrociavo alto così quando allenavo il Banco di Sardegna. Io credo in questo ragazzo e nella sua crescita, poi non è facile venire a fare il play in una squadra come la Virtus. Ramagli, che ho avuto ai tempi come vice a Livorno, è un signor allenatore e punta ad avere un trittico di registi: Spissu, Rosselli – che ha una testa da play – e il giovane Penna. Che ha la “cazzimma”, come dicono al Sud, e uno sguardo che denota valori, anche come persona.

C’è un problema playmaker anche per l’Aquila? Ruzzier è appena rientrato, si dovrà costruire l’asse play-pivot e vedo Knox che come ultimo della difesa – per usare un paragone calcistico – è ancora lontano dalle migliori prestazioni. Poi c’è Roberts, che Boniciolli vuole sempre più adeguato al suo sistema. Questi sono i tre punti su cui lavorare sulla sponda biancoblu.

Quindi, depressione post sconfitta a parte, ci sarà ancora da divertirsi? Certamente, le due squadre saranno protagoniste. E poi ci sono personaggi da scoprire. Come Umeh, la guardia della Virtus. Ero a Rio alle Olimpiadi e l’ho visto giocare con la Nigeria, ossia tutta gente che sta in NBA. Ho notato come lo consideravano i compagni e il suo atteggiamento verso di loro. Un gran giocatore. Una grande persona.

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