Disegno di legge C. 2461, di conversione in legge del decreto-legge n. 23 del 2020, recante misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali.

Sport e Salute S.p.A., struttura operativa dell’Autorità di Governo, produce e fornisce servizi di interesse generale a favore del sistema sportivo e attua le politiche pubbliche sportive. La principale mission di Sport e Salute è, in altri termini, quella di promuovere lo sport di tutti e per tutti, di valorizzare la funzione sociale dello sport e il ruolo, insostituibile, dell’attività e dell’esercizio fisico per migliorare il benessere psico-fisico e sociale della popolazione italiana.

Questa vale ancor di più oggi, in un momento contrassegnato da una situazione di emergenza epidemiologica che ha colpito il Paese, e in particolar modo le fasce della popolazione più vulnerabili: l’infanzia, l’adolescenza, la terza età, le persone con disabilità, nelle periferie urbane e rurali.

Ed è in questa prospettiva che si pone Sport e Salute, che ha la responsabilità di essere il punto di riferimento per organismi sportivi, associazioni e società sportive, praticanti, semplici appassionati.

Un punto di riferimento attivo che si prefigge obiettivi concreti da perseguire adottando misure incisive e immediate per sostenere il sistema sportivo e, così facendo, contrastare la non autosufficienza, il disagio sociale, le malattie croniche e le patologie connesse alla solitudine e ridurre, in tal modo, la spesa del sistema sanitario nazionale.

Associazioni e società di base creano oltre ad un indubbio impatto educativo, sociale e sulla qualità della vita, anche elevataoccupazionereddito e gettito fiscale per lo Stato, oltre all’impatto economico indiretto in termini di SROI (Social Return of Interest).

Perciò auspichiamo che il Governo e il Parlamento possano avere per il mondo sportivo dilettantistico e amatoriale, in misura proporzionata, la stessa giusta attenzione che verrà riservata al mondo dell’impresa.

1. Premessa

1.1. In ragione del perdurare dell’emergenza epidemiologica e delle rilevanti conseguenze a livello economico e sociale, il “Decreto Liquidità” si propone unitamente agli altri decreti legge in corso di conversione, di varare un ampio pacchetto di misure per fronteggiare l’emergenza sanitaria e per sostenere il mondo delle imprese introducendo nuove misure di accesso al credito, con l’obiettivo di garantire la continuità operativa di tutte le attività economiche colpite dall’emergenza.

Nell’ambito di questo provvedimento, che interviene sui capitoli che hanno riscontrato le maggiori criticità nell’ambito dell’emergenza epidemiologica (liquidità, fisco, lavoro), si riscontra con soddisfazione come, per la prima volta, il mondosportivo – come noto rappresentato da Federazioni Sportive Nazionali, Discipline Sportive Associate, Enti di Promozione Sportiva, Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche
– venga assimilato al sistema delle imprese prevedendo, anche per lo sport, apposite misure di agevolazione e di sostegno al fine di garantire la continuità delle attività

1.2 In questa sede, e in un momento di grande emergenza per il sistema nazionale, si deve dare atto al Governo di aver colto appieno come l’attività sportiva rappresenti un elemento decisivo nello sviluppo del nostro Paese, sul fronte educativo, sociale, economico e della salute.  A ciò si aggiunga, che oggi più che mai lo sport è divenuto un valore chiave, genetico nella vita delle persone e delle comunità.

Valore già preannunciato e condiviso dalla Commissione Europea che nell’elaborazione del Libro Bianco sullo Sport (2007) riconobbe il ruolo essenziale dello sport nella società europea affermando, a tal proposito come si tratti di “un fenomeno sociale ed economico d’importanza crescente che contribuisce in modo significativo agli obiettivi strategici di solidarietà e prosperità perseguiti dall’Unione Europea”.

È in questo quadro, pertanto, che Sport e Salute S.p.A., veicolo attuativo delle politiche pubbliche in materia di Sport, ringraziando per l’attenzione che le è stata riservata dal Parlamento, intende portare il proprio contributo al provvedimento di legge in esame.

Il ruolo di Sport e Salute e le evidenze dell’attività svolta.

2.1 Il Decreto “Cura Italia” ha previsto l’erogazione di un’indennità di 600 euro ai Collaboratori Sportivi per il mese di marzo. L’attuazione della misura è stata affidata a Sport e Salute S.p.A., che nell’ambito della gestione del fondo ha avuto modo di riscontrare la mancanza di un censimento delle diverse tipologie di lavoratori sportivi, non solo dal punto di vista contenutistico, ma anche e soprattutto dal punto di vista quantitativo.

2.2 Prendendo le mosse da questa necessità, peraltro rimarcata nel decreto ministeriale del 6 aprile 2020, Sport e Salute – previo confronto con l’Autorità di Governo – ha indirizzato i suoi sforzi anzitutto verso la realizzazione di una piattaforma informatica che consentisse, da una parte di gestire in modo agile il prevedibile flusso di domande, dall’altra di iniziare a censire un mondo, quello dei Collaboratori Sportivi, che sinora era rimasto sconosciuto – nei suoi dettagli – alla Pubblica Amministrazione. Grazie al sistema informatico, al termine dell’azione posta in essere da Sport e Salute, l’Autorità di Governo avrà elementi preziosi per l’elaborazione delle migliori politiche pubbliche.

I numeri – alla data del 28 aprile 2020, sulla piattaforma informatica, si erano registrati circa 136.359 collaboratori, per un totale di domande pari a 128.446 – hanno fotografato un mondo che merita grande attenzione e che è non soltanto contraddistinto da un’estrema varietà delle tipologie di collaborazioni, ma soprattutto bisognoso di riordino con particolare riferimento alle forme contrattuali e ai, conseguenti, riflessi previdenziali.

2.3 Una volta cessata la situazione emergenziale, sia a livello legislativo che a livello amministrativo-gestionale, si evidenzia pertanto la necessità di affrontare in modo sistematico la categoria eterogenea dei “lavoratori sportivi”, così come l’utilizzo che degli stessi viene fatto da parte delle Società e Associazioni Sportive.

Partendo dalle numerose circolari e risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate, dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e del Ministero del Lavoro, si è – in particolare – preso atto dell’estrema varietà ed eterogeneità che caratterizza tale categoria, tale da ricomprendere dalla figura dell’atleta fino ai collaboratori amministrativi e ai soggetti preposti alla formazione e alla didattica.

3. Proposte di Sport e Salute S.p.A. al Parlamento, finalizzate all’introduzione di ulteriori misure di sostegno per il mondo sportivo di base.

Alla luce delle evidenze acquisite, Sport e Salute S.p.A. – anche in considerazione dell’importante ruolo che le è riservato dal Ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport Vincenzo Spadafora – sottopone al Parlamento le seguenti, ulteriori, proposte di azione al fine di sostenere il mondo sportivo.

In tale contesto si inseriscono le misure che il Governo ha già realizzato e quelle che propone di realizzare, in attuazione delle direttive del Ministro dello Sport. Tra le prime si richiamano:

i.)
 estensione al mondo sportivo del regime di sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria già previsto per il settore turistico (art. 61 del de-creto-legge 17 marzo 2020, n. 18);
ii.) la sospensione fino al 31 maggio 2020 dei termini per il pagamento di canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli enti territoriali (art.95 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18);
iii.) l’erogazione di indennità pari a 600 euro ai Collaboratori Sportivi (art. 96 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18);
iv.) l’ampliamento dell’operatività del Fondo di Garanzia per l’impiantistica sportiva e del Fondo speciale per la concessione di contributi in conto interessi gestiti dall’Istituto per il Credito Sportivo. Nell’ambito delle seconde, invece, potrebbero essere valutate quali misure per il rilancio del sistema sportivo:
v.) l’estensione delle misure previste dal decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (sopra riportate);
vi.) la rinegoziazione dei rapporti concessori pendenti tra i soggetti del mondo sportivo e le Pubbliche Amministrazioni;
vii.) l’emissione di voucher per le prestazioni sportive non godute dai privati e da Associazioni e Società Sportive a causa della sospensione delle attività sportive;
viii.) l’introduzione di fiscalità di vantaggio a favore degli Organismi Sportivi con la previsione della deducibilità delle spese correnti sostenute;
ix.) la costituzione di un Fondo per il sostegno delle attività delle Associazioni e delle Società Sportive Dilettantistiche;
x.)
 l’introduzione di nuove forme di investimento pubblico-privato nel sistema sportivo attraverso l’istituzione di un Fondo di investimento per lo sport e di un Bond sportivo per attrarre donazioni e sponsorizzazioni;
xi.) l’introduzione di formule innovative di microcredito a sostegno delle realtà sportive di minori dimensioni;
xii.) l’allargamento del regime di esenzione impositiva per le collaborazioni sportive e la costituzione del Fondo Previdenziale per lo Sport.

Si tratta di misure chiave per uscire dalla crisi con un sistema sportivo più integrato, più ricco e più vicino alla comunità.

A. – Sospensione versamenti prevista dal DL 18/2020
In primo luogo, al fine di agevolare le Associazioni e Società Sportive, professionistiche e Dilettantistiche, potrebbe essere estesa temporalmente a tutto il 31 dicembre 2020 la misura della sospensione del versamento dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli enti territoriali.

Nell’articolo 95, sempre nell’ambito del medesimo decreto-legge “Cura Italia”, sono stati sospesi fino al 31 maggio 2020 i termini per il pagamento di canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli enti territoriali.

B. – Revisione concessioni pubbliche
Identica ratio, alla luce dell’arresto forzato imposto all’attività delle Società e Associazioni Sportive, avrebbe la possibile revisione dei rapporti concessori che i soggetti del mondo sportivo hanno in essere con le Pubbliche Amministrazioni.

Questo potrebbe avvenire sia attraverso il semplice prolungamento della durata della concessione, sia e soprattutto rinegoziando i termini del rapporto, con particolare riguardo ai soggetti che abbiano investito negli impianti e nella loro manutenzione.

C. – Revisione canoni locazione impianti privati 
La sospensione delle attività sportive in forza di legge ha sostanzialmente alterato l’equilibrio economico-finanziario dei contratti di locazione esistenti. Si ritiene pertanto, analogamente a quanto proposto per gli impianti pubblici, che potrebbe essere introdotta – per le Associazioni e Società Sportive – una procedura che consenta loro di rideterminare il canone del contratto di affitto privato.

D. – Frequenza corsi e sopravvenuta impossibilità della prestazione
In considerazione della sopravvenuta impossibilità di esercitare l’attività motoria, fisica e sportiva per la quale milioni di cittadini italiani hanno versato la loro quota di iscrizione anche per i mesi nei quali i centri sportivi sono rimasti necessariamente e forzatamente chiusi, si potrebbe – analogamente a quanto accaduto per il settore turistico – consentire ai soggetti titolari di titolo idoneo a frequentare la struttura per esercitarvi attività sportiva (certificato di iscrizione, tessera…) di richiedere alla Federazioni Sportive Nazionali, delle Discipline Sportive Associate, degli Enti di Promozione Sportiva, all’Associazione o Società Sportiva Dilettantistica, l’emissione di un voucher di pari importo da utilizzare entro un periodo di tempo predeterminato.

E. – Fiscalità di vantaggio
Lo Sport è uno dei settori maggiormente colpiti dall’emergenza epidemiologica da Covid-19. Anche la ripresa verso una situazione di “normalità” sarà particolarmente lunga e difficile. Molte strutture, se lasciate sole, potrebbero non farcela. Si rischia, pertanto, di disperdere un prezioso patrimonio di risorse e competenze, con grave danno economico e sociale per il Paese.

Per sostenere lo Sport è, dunque, fondamentale introdurre, anche in via transitoria per due o tre anni, una fiscalità di vantaggio in favore delle Federazioni Sportive Nazionali, delle Discipline Sportive Associate, degli Enti di Promozione Sportiva, delle Associazioni e delle Società Sportive Dilettantistiche, che faccia leva sulla previsione di una deducibilità delle spese correnti sostenute da queste strutture.

Si potrebbe, a titolo esemplificativo, ipotizzare una detrazione Irpef sino al 50% per erogazioni liberali in favore di Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche, ovvero incentivare le sponsorizzazioni nel mondo sportivo sia introducendo una normativa diretta a comprimere l’Iva su sponsor e pubblicità dirette in favore di detti soggetti, sia prevedendo per le sponsorizzazioni un credito d’imposta del 60%.

Analogamente, per sostenere la ripartenza di queste strutture non appena l’emergenza sanitaria sarà, se non cessata, almeno diminuita, accanto alla deducibilità delle spese legate ai costi fissi, è assolutamente importante introdurre il riconoscimento di un credito d’imposta a fronte delle spese per investimenti, allo scopo di rilanciare le iniziative in ambito sportivo e di qualificare maggiormente l’offerta.

F. –  Costituzione di un Fondo per le Associazioni e le Società Sportive Dilettantistiche
Sul modello di quanto previsto per i Collaboratori Sportivi, potrebbe essere prevista la costituzione di un Fondo cui possano accedere – al ricorrere di determinate condizioni – le Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche al fine di fare fronte alla paralisi dell’attività e alle conseguenze di ordine economico-finanziario.

G. – Fondo di investimento per lo Sport
Quello che stiamo vivendo è, un momento particolarmente difficile per il mondo dello Sport. La priorità, in questo momento, deve essere quella di assicurare la sopravvivenza e la continuità delle strutture sportive, a tutti i livelli e, in questa prospettiva, si collocano le iniziative sopra descritte in ambito di accesso al credito e di fiscalità.
Tuttavia, in chiave strategica e con uno sguardo al medio periodo, è opportuno gettare, sin da ora, le basi per sostenere e accelerare la ripartenza del settore dello Sport.

E’, dunque, urgente creare ora quegli strumenti che possano accompagnare lo sviluppo di iniziative e soluzioni in ambito sportivo che abbiano elevato potenziale di crescita, innovazione e replicabilità.

Il sistema immaginato fa leva sulle migliori prassi in ambito finanziario, come il recente Fondo Nazionale Innovazione e gli strumenti del Fintech, trasposte e adattate alle specifiche esigenze e peculiarità delle strutture sportive.
In particolare, si immagina un doppio livello di intervento:

  • istituzione di un apposito fondo di venture capital e private equity, aperto a investitori pubblici e privati, che investa nelle realtà più dinamiche, ad alto contenuto tecnologico, che propongono soluzioni particolarmente innovative in ambito sportivo, con alto grado di replicabilità e ampie ricadute sull’intero sistema. Al fine di attrarre risorse private nel fondo, è importante che agli investitori privati venga riconosciuta una tassazione di vantaggio sugli investimenti e sui capital gain, alla stessa stregua di quanto già riconosciuto per i fondi che investono in start-up innovative;
  • istituzione di un Bond sportivo, attrattore di risorse di benefattori pubblici e privati, promotore di azioni di crowfunding, destinato a raccogliere fondi e donazioni per sostenere progetti ad alto potenziale di sviluppo in ambito sportivo. Possono essere oggetto di finanziamento mediante questo particolare canale, in una logica integrata e di sistema, quei progetti in ambito sportivo caratterizzati da un minore taglio di investimenti seppur ad elevato impatto valoriale e sociale e che, per ragioni di economicità, non rientrano nei più elevati target di investimento del fondo di venture capital.

Nell’ambito dei predetti interventi – così come in quelli, seguenti, di “microcredito sportivo” – una quota delle risorse dovrebbe essere destinata a sostenere iniziative di start-up che sappiano coniugare “innovazione” e “valore sociale”. Non si può, infatti, dimenticare come lo Sport sia uno straordinario strumento di integrazione e di sviluppo della socialità, in particolare per le persone fragili, affette da problematiche fisiche o psichiche.

A questi strumenti dovranno poter accedere tutte le Associazioni e Società che promuovono l’attività motoria e l’esercizio fisico, che con la loro rete sociale assicurano un presidio fondamentale per la vita delle comunità, soprattutto nelle zone periferiche.

Il binomio Sport e Sociale deve diventare un driver per una significativa parte delle iniziative da porre in essere da qui al prossimo futuro, dal momento che i progetti realizzati in tale ambito creano un doppio valore per il Paese, sia sotto il profilo economico che del benessere e della cura delle persone più bisognose.

H. – Microcredito sportivo
Sempre al fine di sostenere le strutture sportive, si potrebbe introdurre una particolare forma di “microcredito” al fine di venire incontro alle esigenze di quelle piccole strutture e Società Sportive che necessitano di finanziamenti di importo contenuto, ma non trovano corrispondenza nel sistema bancario.
Per tali strutture si vuole introdurre la possibilità di accedere a finanziamenti erogati, principalmente, dagli operatori specializzati di microcredito, di importo non superiore a euro 40.000,00 (nuovo limite di finanziamento recentemente innalzato proprio dal decreto-legge liquidità).
Tali finanziamenti sarebbero agevolati sia mediante la concessione, a titolo gratuito, della garanzia del Fondo centrale di garanzia, sia mediante il riconoscimento, a valere su un apposito fondo, di un contributo agli interessi, al fine di rendere meno onerosa per in beneficiario la restituzione del finanziamento stesso.

I. – Rifinanziamento art. 96 Decreto Legge Cura Italia
Alla luce delle risultanze della misura prevista dall’art. 96 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, si propone di reiterare tale misura. Si propone l’allineamento del valore del bonus sport al bonus Inps.
L’art. 96 del decreto-legge “Cura Italia”, come successivamente integrato dal decreto ministeriale del 6 aprile 2020, ha previsto un’indennità di 600 euro per il mese di marzo 2020 per i rapporti di collaborazione sportiva già in essere alla data del 23 febbraio 2020 di cui all’art. 67, comma 1, lettera m), del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, che non concorrono alla formazione del reddito.
Un gesto di attenzione particolarmente importante per il settore sportivo; detti soggetti, infatti, non essendo iscritti all’assicurazione obbligatoria e alla gestione separata, sarebbero rimasti esclusi dall’erogazione della misura di aiuto che nel medesimo decreto era stata accordata in favore delle altre categorie di lavoratori autonomi e professionisti (art. 27).

L. – Innalzamento della franchigia art. 67 TUIR da euro 10.000 ad euro 15.000 e costituzione del Fondo Previdenziale per lo Sport
Sulla scia dell’importante indennità riconosciuta dal Governo, per il tramite di Sport e Salute, ai Collaboratori Sportivi, si potrebbe aumentare il tetto per l’esenzione irpef da qualunque imposizione fiscale per compensi di attività sportive da 10.000 a 15.000 euro.
Grazie all’art. 67 del Testo Unico sui redditi, come noto, i compensi erogati ai Collaboratori Sportivi godono di un’esenzione dei contributi previdenziali e esenzione Irpef fino al tetto di 10.000 euro annui per ciascuna persona.
Si potrebbe invece immaginare la costituzione di un Fondo Previdenziale per lo Sport, con finalità mutualistiche, applicando un prelievo percentuale per scaglioni di reddito, da accantonare al fondo. A titolo esemplificativo, il 4% di prelievo per redditi fino a 5000€, l’8% per redditi da 5000€ a 10000€ e del 12% per redditi da 10000€ a 15000€. Le risorse accantonatepotrebbero trasformarsi in servizi per garantire la copertura assicurativa e sanitaria a tutti gli operatori sportivi e al tempo stesso alla mutualità in caso di inabilità, perdita del posto di lavoro, etc.
La regolamentazione del lavoro sportivo consentirebbe di moltiplicare le opportunità di lavoro nel mondo sportivo, di assicurare un compenso equo e al tempo stesso di tutelare con un copertura sanitaria e mutualistica gli operatori.

M. – Investimenti nelle palestre e nelle strutture sportive scolastiche
Fondamentale, in questo quadro, è anche disporre un investimento mirato al fine di mettere in sicurezza e in funzione adattata alle nuove dinamiche sportive, le palestre e/o le strutture sportive scolastiche, con una decisa priorità agli interventi di piccola manutenzione, ripristino e nuove funzionalità e modelli gestionali, che consentiranno alla più ampia popolazione scolastica e di società ed associazioni sportive di dedicarsi all’esercizio, con particolare attenzione agli Istituti contestualizzati nelle periferie urbane e rurali.

4. Misure previste dal DL Liquidità e valutazioni di Sport e Salute S.p.A.

4.1. In un momento di rilevante contrazione della liquidità, con il decreto in oggetto si introducono misure concrete ovvero sistemi di finanziamento per sostenere la liquidità a breve e a lungo termine sopperendo, in tal modo, a quelle risorse che, inevitabilmente, a causa della chiusura e della sospensione delle attività sportiva, sono venute a mancare.

A tal proposito, si condivide pienamente la misura di cui all’art. 14 che introduce un sistema integrato di agevolazioni – basato sulla combinazione di una garanzia pubblica concessa dal Fondo di cui all’articolo 90, comma 12, della legge n. 289 del 2002 e di un contributo agli interessi su un medesimo finanziamento – per sostenere l’accesso al credito da parte delle Federazioni Sportive Nazionali, delle Discipline Sportive Associate, degli Enti di Promozione Sportiva, delle Associazioni e delle Società Sportive Dilettantistiche al fine di sostenerne le esigenze di liquidità nell’attuale difficile congiuntura. Il predetto intervento ha carattere straordinario e durata fino al 31 dicembre 2020.

4.2. In particolare, la disposizione in commento introduce un ampliamento dell’ambito di operatività sia del Fondo di Garanzia per l’impiantistica sportiva sia del Fondo speciale per la concessione di contributi in conto interessi istituiti presso l’Istituto per il Credito Sportivo al fine di sostenere la ripartenza del mondo sportivo.

4.3 Quanto al primo, per l’anno 2020, il Fondo di Garanzia per l’impiantistica sportiva viene implementato con una dotazione di 30 milioni di euro per la prestazione di garanzie sui finanziamenti erogati dall’Istituto per il Credito Sportivo o da altro istituto bancario a sostegno delle esigenze di liquidità degli Organismi Sportivi (Federazioni Sportive Nazionali, Discipline Sportive Associate, Enti di Promozione Sportiva, Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal Registro tenuto presso il CONI).
Si tratta indubbiamente di una misura indispensabile per fronteggiare le conseguenze economiche subite in questa prima fase dalla platea degli Organismi Sportivi che, in ragione delle misure di contenimento del contagio, hanno visto pesantemente ridursi i propri ricavi funzionali alla efficiente gestione delle proprie attività e per la prima volta vengono considerati al pari delle piccole medie imprese.
Come ben si evince dall’ambito di applicazione soggettivo della misura, la platea di potenziali Organismi Sportivi che potrebbero accedere al fondo è di 110.409 soggetti iscritti al Registro CONI, un numero molto elevato in proporzione alla capienza del fondo; A tal proposito, si ritiene opportuno suggerire la riproposizione della dotazione del Fondo anche per l’anno 2021, immaginando che, seppur l’emergenza liquidità andrà, con la graduale riapertura a calare, la ripartenza scaglionata e contingentata dall’adeguamento del servizio sportivo ai protocolli validati dal Comitato Tecnico Scientifico, porteranno il sistema sportivo a richiedere ulteriori risorse per nuovi investimenti. La messa in sicurezza, la sanificazione e il distanziamento dell’offerta sportiva, il presidio organizzativo ed anche lo sviluppo di nuovi modelli di attività sportiva,richiederanno nuovi corposi investimenti e i corrispondenti fondi a tasso zero.

4.4. In merito, invece, al secondo intervento di cui al comma 2 dell’art. 14, si prevede che il Fondo speciale per la concessione di contributi in conto interessi sui finanziamenti all’impiantistica sportiva possa erogare contributi in conto interessi, fino al 31 dicembre sui finanziamenti erogati dall’Istituto per il Credito Sportivo o da altro istituto bancario per le esigenze di liquidità dei medesimi Organismi Sportivi sopra individuati.

L’auspicio è che tali misure, poste in essere in un momento di emergenza per il Paese, possano gradualmente divenire strutturali nel sistema sportivo in considerazione del fatto che le difficoltà di finanziamento degli Organismi Sportivi, soprattutto delle Associazioni e Società Sportive Dilettantesche, non sono confinate a questa fase di grave crisi ma, purtroppo, accompagnano tendenzialmente il normale ciclo di vita di tali entità.
  Tale operazione deve essere accompagnata dalla previsione di uno stanziamento di risorse pubbliche adeguato e, come detto, stabile nel tempo.

Nell’ambito delle misure sopra esaminate e volte, come detto, al sostegno delle esigenze di liquidità e all’incremento delle risorse per il sistema sportivo, Sport e Salute S.p.A. potrebbe svolgere – ove ritenuto opportuno – un ruolo di supporto e affiancamento all’Istituto per il Credito Sportivo nel funzionamento dei Fondi di cui al comma 1 e 2 dell’articolo in esame, mettendo a disposizione le proprie piattaforme e banche dati nonché, ove occorra, il know how della Società.

5. Il DL Liquidità nell’ambito dell’azione complessiva del Governo

5.1. L’importanza delle misure adottate con il Decreto Liquidità è ancora più evidente se letta alla luce delle ulteriori misure che il Governo ha adottato per contenere gli effetti negativi che l’emergenza epidemiologica COVID-19 sta producendo sul tessuto sportivo.

Già nel decreto-legge “Cura Italia”, infatti, si era registrata una specifica attenzione del Governo al mondo sportivo. Oltre a poter beneficiare delle altre misure di sostegno al lavoro e alle imprese, con l’art. 61 si era esteso al mondo sportivo il regime di sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria già previsto per il settore turistico. In particolare, erano stati ricompresi nel novero dei beneficiari di tale regime di sospensione: a) Federazioni Sportive Nazionali, Enti di Promozione Sportiva, Associazioni e Società Sportive, professionistiche e Dilettantistiche; b) gestori di stadi, impianti sportivi, palestre, club e strutture per danza, fitness/culturismo, centri sportivi, piscine/centri natatori, centri per il benessere fisico; c) gestori di sale da ballo, sale gioco/biliardi, scommesse; d) organizzatori di eventi sportivi; e) gestori di scuole di vela/navigazione/volo; f) gestori di funicolari/funivie/cabinovie/seggiovie/ski-lift; g) gestori di servizi di noleggio di attrezzature sportive. La sospensione, come noto, riguardava ritenute, contributi previdenziali/assistenziali, premi per l’assicurazione obbligatoria e iva in scadenza a marzo 2020.

6 L’Impegno di Sport e Salute S.p.A.

6.1. Sport e Salute, sin dal primo manifestarsi delle conseguenze dell’emergenza epidemiologica, ha posto in essere, da un lato, una serie di attività ed iniziative atte a fronteggiare le conseguenze legate al rapido diffondersi dell’epidemia sanitaria e, dall’altro, misure volte a favorire la tenuta del sistema sportivo e ad agevolare la ripartenza del mondo sportivo.

L’azione societaria si muove, dunque, su un doppio binario, ponendo in essere, da un lato, misure atte ad assicurare, attraverso il confronto con gli Organismi Sportivi, la sopravvivenza e la continuità dell’attività sportiva e, dall’altro lato, programmi di azioni, in chiave strategica e con uno sguardo al medio periodo, per sostenere e accelerare la ripartenza del mondo sportivo.

Il supporto dei mezzi tecnologici nell’espletamento delle nostre attività, come si è potuto constatare soprattutto in questo periodo, consente di ridurre le distanze, di mettere in sinergia dati e contenuti a volte non conosciuti, di sistematizzare diverse banche dati, che unite possono fornire una lettura più puntuale e precisa dello stato dell’arte del sistema e dell’offerta sportiva italiana.

In tale ottica, Sport e Salute S.p.A. intende promuovere la sinergia tra tutti gli attori, mettendo a fattore comune dati, esperienze, informazioni, incrociare offerta e domanda sportiva, in modo da fare sì che nessun territorio, anche in tale fase emergenziale, si trovi scoperto di presenza ed offerta associativo-sportiva. Per questo motivo, si sottolinea fin d’ora l’importanza di fare rete, anche tra le Istituzioni e di mettere a sistema investimenti, azioni, informazione e dati di ogni azione promossa a favore o dal mondo sportivo. L’azione sinergica rappresenta, infatti, un fattore chiave per dare sicurezza al sistema sportivo, per garantire benessere diffuso e duraturo e fare sì che lo sport sia efficacemente strumento e driver di sviluppo economico.

7. Ulteriori interventi di Sport e Salute.

Da ultimo, si anticipa che Sport e Salute, con l’obiettivo di fronteggiare le situazioni di bisogno emerse a causa dell’attuale emergenza sanitaria, in particolare per supportare la base del movimento sportivo (ASD/SSD, tesserati), intende attivare nel breve-medio termine alcune misure di sostegno economico/finanziario.

Ciò, sia offrendo un supporto nel consentire alle Federazioni Sportive Nazionali, la possibilità di riallocare, nell’ambito dei propri bilanci parte dei contributi già assegnati (tenendo conto del contestuale venir meno di alcune voci di spesa, come conseguenza dello stravolgimento della programmazione sportiva / calendario delle gare), per le nuove finalità “emergenziali”, sia e soprattutto ridefinendo priorità e linee di intervento della parte dei contributi assegnati, ma non immediatamente disponibili (es. quota 5% da destinare a “Sport di tutti”) e sulle risorse ancora da assegnare, tra cui le (eventuali) risorse statali integrative destinate alla contribuzione agli OO.SS., che dovessero esserle attribuite, come nello scorso esercizio, in sede di assestamento del bilancio dello Stato 2020.

Resta da assegnare una parte del contributo 2020: abbiamo intenzione nelle prossime settimane di sviluppare un tavolo di confronto DSA/EPS per definire congiuntamente la destinazione di queste risorse, facendo in modo che possano incrementare l’azione di sostegno a famiglie, associazioni, anziani, disabili e strutture aggregativo/sportive. Crediamo sia indispensabile fare sistema, concentrare le azioni e valorizzare al massimo le risorse economiche e le competenze di ognuno.

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