La seconda di Pozzecco arriva, anche se a Roseto la Fortitudo ha mostrato, per l’ennesima volta, gli alti e bassi di una squadra che non riesce a mantenere la continuità nell’arco dei 40’ e, spesso e volentieri, per vincere ha bisogno di doppi sforzi oltre che a discreti regali da parte degli avversari. Svariate volte in doppia cifra di vantaggio contro una avversaria priva di obblighi di classifica, la Effe se l’è dovuta sudare fino all’ultima curva, tra errori e regali collettivi. Alla fine va bene, secondo posto, e tanto da rivedere. Ma non sarà sempre Babbo Natale.

Difese leggere e tardive portano immediatamente ad alzarsi sia il punteggio che i viaggi in lunetta, tra squadre lunghe e necessità, da parte di Pozzecco, di fare due urlacci iniziali per spingere i suoi a darne più di quanti non ne vengano presi. La cosa funziona, Roseto in area è poca cosa, e ogni attacco è un cesto, o quasi, per un primo quarto che è 28-20 Bologna senza particolari sudate.

Le altre di A2 rendono ancora meno drammatica la situazione di Roseto, che sentendo il (prevedibile) tracollo di Orzinuovi a Verona sa benissimo di non avere bisogno di forzare per avere la (temporanea) salvezza. Ma a tutto c’è un limite, pare dire il coach locale, che per svegliare la propria truppa deve forzare un tecnico alla ricerca di un minimo di intensità. La Fortitudo aspetta, fa 42-27, ma continuando a concedere troppi liberi Roseto rosicchia, fa -6, poi Cinciarini rianima la truppa, ed è 50-39 al 20’.

Si continua a giocare al gatto col topo, rilanciandosi di nuovo ad un 15 di vantaggio prima e sonnecchiando poi, con Roseto che non affonda e resta sempre, se non altro, con la visuale sulla maniglia della gara. Arrivano i timeout del Poz, la richiesta di attenzioni maggiori quando i padroni di casa riappaiono al -5 (63-58), e il tornare a bussare ad una area molto feconda aiuta la F a restare sul 69-60 del 30’.

Ok il gemellaggio, ma continuando a non azzannare è normale che Roseto voglia provarci. C’è una ignorantissima tripla di Mancinelli per l’ultima doppia cifra di media, poi si sveglia di colpo Lupusor e il latte munto, come si suol dire, viene dissipato. Gli altri ci credono, arrivano a sbagliar atroci appoggi per le possibili parità, mentre la Fortitudo non riesce a capire che di inerzia non si vince. Arriva però una tripla nemmeno tanto prevista del non particolarmente incisivo Okereafor, nel più classico dei gol sbagliato – gol preso, ma anche una palla sul piede che avrà fatto fischiare le orecchie di Rivers, e ci siamo capiti. Bologna non la chiude, Roseto forza, Bologna spreca, ci si ritrova a -14” con solo un punto di vantaggio e palla in mano. Liberi per Rosselli, l’antisportivo a Mancinelli (e ci può stare), il pazzesco regalo di Contento dalla lunetta (0/2, ed erano 14 filati prima), Marulli ne fa uno, prende rimbalzo, ma Carlino sbaglia il gol vittoria. E, forse, una sconfitta sarebbe stata non tanto meritata ma almeno salutare, visti gli eccessi e gli abusi di fiducia.

(Foto di Fabio Pozzati / Fortitudo Pallacanestro Bologna)

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