Alla vigilia del ritorno a Bologna Sergio Scariolo è stato intervistato – tra gli altri – da Corriere di Bologna e Resto del Carlino.
Un estratto delle sue parole.

Festeggiamenti? Sobri, sia per via del funerale della regina Elisabetta II sia per il vertice Onu a New York. Mi hanno chiamato il re e il presidente del Governo, molto contenti, ma tutti hanno rimandato il momento in cui vorranno celebrarci in maniera più formale.

Segreti? Credo che non ce ne siano. Il mio compito è migliorare chi mi circonda. Conoscere a fondo tutti e, attraverso la tecnica e la tattica, mettere in condizione un gruppo di
rendere al massimo.

Passando alla Virtus, che squadra avete costruito? Ho dato le mie opinioni nell’assemblare la squadra, sono stato in contatto frequente con il dg (Paolo Ronci, ndr) e so quali erano le possibilità e i limiti posti. Ho visto tutti gli allenamenti e le amichevoli, mandando poi le mie considerazioni agli assistenti. Prima però un allenatore vuole avere un contatto di pelle con la squadra per capire qualcosa di più.
L’altro ieri, attorno all’ora di pranzo, mi sono messo a seguire uno degli allenamenti della Virtus. E dopo averlo seguito ho mandato un vocale di 10 minuti ai miei assistenti.

Sarà una stagione potenzialmente da 80 partite. Dovremo essere in grado di capire se avremo le forze tecniche, mentali e caratteriali. Se saremo compatti nel superare i momenti difficili, che ci saranno, e capaci di non farci prendere dall’ansia dopo due sconfitte o dall’euforia dopo due vittorie. Dipenderà da tanti fattori che hanno a che vedere col roster, ma molto di più su come si riuscirà a creare un’entità compatta da squadra vera, con la S maiuscola.

Obiettivi? Vivere giorno per giorno, facendo un buon allenamento, una buona partita e una buona analisi della partita. Ho visto il grande rafforzamento di quasi tutti i nostri rivali diretti, noi nei limiti delle nostre possibilità abbiamo confezionato una squadra che ci può permettere, se gli infortuni ci lasceranno tranquilli e troveremo una chimica che funziona, di poter essere competitivi ed essere una formazione con diritto di cittadinanza in Eurolega. Non si possono porre obiettivi troppo marcati o precisi senza aver visto i roster e le prime partite delle altre. Sarà una stagione lunghissima, bisognerà essere pronti a soffrire e costruire per essere a un certo punto una squadra rispettabile con identità, forza morale e tecnica..

Messina le ha mandato un messaggio dopo il successo Europeo? Sarà ancora sfida con Milano in campionato? Sì, Ettore mi ha scritto. Noi e Milano siamo le squadre con più mezzi, ma valutando i roster è evidente che non saremo le sole. L’Olimpia si è ulteriormente rinforzata nel reparto italiani, altre squadre hanno fatto passi avanti importanti e potranno utilizzare tutti i giocatori. Noi abbiamo un roster profondo, ma non va dimenticato che quello del campionato è diverso da quello di Eurolega e i “power ranking” della Serie A vanno fatti valutando quello. Con l’uscita di Alibegovic e Tessitori il nostro parco italiani si è indebolito, abbiamo inserito due ragazzi giovani che in certe partite di regular season potranno darci una mano ma la conformazione è diversa dallo scorso anno.

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