Sergio Scariolo è stato sentito da Andrea Tosi per la Gazzetta dello Sport. Un estratto dell’intervista.

“Ho messo una X in una casella vuota, come dicono gli americani. Ma non ho mai vissuto la coppa europea come una vittoria che mi mancava. Solo per ignoranza si giudicano diversamente i successi in Nazionale da quelli coi club. Nel caso dell’Eurocup per me la vera grande gioia è stata quella di vincere davanti ai nostri tifosi. È stata un’esperienza molto appagante e intensa. In carriera ho sempre vinto i miei titoli in trasferta.
Lasciare l’NBA? Non ci ho dormito una notte prima di decidere. Perché sapevo quello che lasciavo a Toronto e non sapevo quello che avrei trovato in Italia e in particolare alla Virtus che stava ancora sviluppando la sua organizzazione. I contatti con la dirigenza mi hanno convinto.
L’unicità di Teodosic? La sua capacità di vedere il gioco prima che accada. Sensibilità e tempismo nell’anticipare le azioni. Come si dice vede due passaggi avanti. Anche nelle letture difensive sebbene non sia un difensore di grido. Lui e Belinelli vanno apprezzati perché hanno capito che non possono condividere molti minuti nello stesso quintetto per questione di equilibri difensivi. Non c’è egoismo nel loro gioco.
Lo scudetto? Saremmo arroganti e presuntuosi se credessimo di essere più forti di Milano, un’avversaria che ha una grande struttura e tanti campioni. E mi guardo anche alle insidie che possono arrivare dalle altre squadre ammesse ai playoff. Potrebbero esserci sorprese.”

Garbajosa ha dichiarato che guiderò la Spagna nelle prossime finestre per le Nazionali anche con l’Eurolega? È scritto nel mio contratto, niente di nuovo. Mi aspetto che Federazione spagnola e Virtus trovino un’intesa di buon senso per mediare questa situazione.

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