Alla vigilia dell’esordio in campionato, il coach della Virtus Pino Sacripanti ha presentato così la sfida di domani a Trieste.

Il precampionato è stato lungo e intenso. Tanto lavoro dentro e fuori dal campo, con delle regole e impostazioni precise. Per adesso è un gruppo serio, che non ha sottovalutato niente. L’unica cosa negativa è stata non avere sempre tutti a disposizione. Ora si fa sul serio con due punti che contano. C’è grande emozione e tanti stimoli. Andiamo a Trieste, città di pallacanestro a me molto cara, con un campo caldo. Noi dovremo fare la nostra partita e aumentare i minuti di qualità. Il precampionato ha detto molte verità: abbiamo fatto tutto con grande serietà. Siamo partiti in difesa con grandi problemi e il lavoro quotidiano ha portato un miglioramento. Con i giocatori sappiamo cosa ci attende, sappiamo di dover essere focalizzati su quello che dobbiamo fare. Dobbiamo concentrarci su di noi, regole chiare a livello difensivo, sul piano partita. Fisicamente ci siamo, siamo tutti. Dobbiamo tener conto dello stop di Qvale che per due settimane è stato fermo, dobbiamo tenere conto di Kravic che ha subito una lieve distorsione alla caviglia che non ha portato conseguenze.

Qvale capitano? Ha dimostrato di essere un uomo, con grande senso della squadra. Mette davanti le problematiche del gruppo rispetto a quelle individuali. È un giocatore che asciuga il campo quando tutti sono già andati via.

La gestione del doppio impegno? L’idea è quella di non avere giocatori che superino i 26 minuti, poi ovvio che se uno fa canestro anche dallo spogliatoio lo faccio giocare un po’ di più. Non c’è una ricetta perfetta, l’idea è un po’ quella di avere già in testa quanto e come utilizzare i giocatori.

Trieste? Un avversario forte, con un’identità seria e un nucleo dello scorso anno che si conosce. Io credo che quest’anno il livello si sia alzato. Non è vero che é sempre più bello il basket del passato. Oggi con la liberalizzazione dei passaporti, ci sono dei giocatori stranieri di alto livello. Non esiste partita facile. C’è Milano che è illegale con giocatori di fascia altissima. Ogni partita sarà una storia a sé. Una forbice di due punti in più o in meno ti può far passare da un dodicesimo a un sesto posto.

Da cosa si parte? Partiamo dalla serietà e dal lavoro: la partita con Avellino a livello difensivo in preseason non mi ha fatto dormire la notte. Poi ci siamo messi a lavorare giorno per giorno e questo mi ha fatto molto piacere. È chiaro che non abbiamo i 40 minuti, perché alterniamo gap positivi a gap negativi. L’ideale sarebbe avere equilibrio nei gap negativi per mantenere invariato il punteggio. Questa è una squadra non ancora scafata e maliziosa ma in preseason molti errori banali e stupidaggini sono stati eliminati. Domani sarà importante il controllo del ritmo.

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