Dopo la vittoria sul campo di Trieste, ha parlato in conferenza stampa coach Sacripanti.

“Vorrei partire facendo i complimenti a Trieste, sia alla squadra che non ha mollato mai, provando a vincere in tutti i modi sia i complimenti ad una piazza che è tornata con un entusiasmo bellissimo. Non ho mai nascosto che Trieste è una città stupenda che vive di pallacanestro; giocare in trasferta con un calore del genere è bello ed è importante sottolinearlo. Dalla partita porto a casa tante cose buone, in primis i due punti in un campo dove non è facile venire a vincere. Mi porto anche degli sprazzi di pallacanestro dove abbiamo giocato molto bene per quanto riguarda la circolazione della palla e i tiri presi, le spaziature offensive nei primi 20 minuti. Mi porto a casa la reazione ad uno svantaggio, con tre difese importanti e tattiche. Io stesso mi devo allenare ad allenare questa squadra, è la prima volta che gioco con tutti i giocatori a disposizione. L’aver finito gli ultimi 6 minuti senza il 4, con tre piccoli e Martin da 4, con Kravic che cambiava sistematicamente con tutti penso ci abbia fatto vincere la gara. Poi chiaramente porto a casa anche le cose negative: sapevamo che all’inizio del terzo quarto Trieste sarebbe rientrata e malgrado questo non siamo stati capaci di limitare il break negativo, difendendo in maniera soft, lamentandoci con l’arbitro in maniera stupida, prendendo dei canestri senza eseguire in attacco e difendendo con superficialità. Io dovrò lavorare su me stesso, trovando il giusto equilibrio nei quintetti per capire cosa fare nei momenti negativi. Io per primo non credevo di essere così avanti: speriamo di allungare i momenti di qualità e adesso portiamo a casa i due punti, resettiamo tutto perché mercoledì siamo di nuovo in campo per l’inizio della Champions League.”

“Nei primi due quarti ogni tanto negli uno contro uno siamo stati un po’ morbidi, però il +12 è stato un buon vantaggio, chiedere di più era chiedere la perfezione. A livello tecnico e tattico ho visto pochi errori: i ragazzi sono stati molto attenti e bravi nel seguire quello che ci eravamo detti. Il problema è stato dopo, non puoi pensare di averla chiusa: difese blande, quattro rimbalzi in attacco lasciati da stupidi… Quintetto piccolo? Io non generalizzo mai, secondo me è tutto molto temporaneo: dobbiamo essere obiettivi, Mbaye ha fatto due quarti ottimi e poi è sparito, assolutamente non per dargli addosso ma è normale. Baldi Rossi ha tenuto un po’ ma poi ha fatto fatica e quindi siamo andati fino alla fine con Martin da 4. Io non credo che il discorso sia abbassiamo o non abbassiamo il quintetto, la cosa importante è la durezza è quello che possiamo fare noi. Questo lo vedremo cammin facendo, non c’e una regola fissa. Oggi sono stato molto contento di Kravic: ha fatto due o tre azioni difensive pessime, sul pick and roll; dopo un timeout e dopo averci parlato ha fatto tre o quattro azioni buonissime sui piccoli di Trieste. In queste partite qua non si può generalizzare: ad un certo punto avevamo un fallo commesso e ne abbiamo fatti tre in un azione di cui un fallo tecnico da bambini. Bisognava arrivare ad averne 4 di falli, dopo aver difeso ad ogni azione facendo sentire i gomiti e il corpo. Su questo l’Europa ci può insegnare tanto perché se sei molle in difesa inizi ad avere qualche problema in più.”

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