Il coach della Nazionale Meo Sacchetti, intervistato da Piero Guerrini su Tuttosport, ha parlato anche dei giovani in orbita Nazionale, e di Alessandro Pajola.

Loro, come altri, sono giocatori che per talento e qualità fisiche possono costruirsi un futuro importante. Ma non mettiamo pressioni sbagliate, prima devono dimostrare di essere importanti in Italia, poi di giocare a livello di Coppe, infine di Eurolega e Nazionale, eventualmente, Procida ha qualità fisiche e tecniche evidenti, ha mani sensibili, gli ho parlato ed è d’accordo sui punti in cui lavorare e migliorare. Pajola è un giocatore cresciuto in modo importante ha un modo di stare in campo molto più maturo della sua età e non ha grilli per la testa. Deve solo continuare. Bortolani ha struttura, atletismo, grande tiro, hanno tutti personalità. Devono lavorare.

Sacchetti ha parlato anche dell’ipotesi blocco delle retrocessioni.
Non entro nel merito, non voglio. Ma avrei qualche considerazione. La prima è che di sicuro è una stagione particolare, Reggio Emilia, Trieste, Cremona, Varese, Cantù ­ vado a memoria ­ si sono dovute fermare. Poi a causa delle regole, se si hanno 7­8 giocatori disponibili, bisogna scendere in campo. Ma soprattutto, io ribalterei il discorso. A inizio stagione siamo partiti con ottimismo, forse azzardato, mettendo in conto di poter riportare almeno un po’ di gente nelle arene. Giocato il rischio, non haportato risultati. Ora le società si trovano in sofferenza, così come può capitare anche alle aziende che sponsorizzano. Ritengo di conseguenze che le leghe e la Fip decidano il da farsi assieme, per questo, ma anche per il prossimo campionato, perché la crisi economica si farà ancor più sentire. Servano indicazioni, è necessario un progetto condiviso.

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