Meo Sacchetti ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport.
Un estratto delle sue parole.

Sugli italiani. Ci dovrebbe essere una voglia di emergere più forte da parte dei nostri ragazzi. Bisogna avere dei sogni, senza però trovare giustificazioni tipo “non mi fa giocare, sceglie un altro”. Molti sostengono che preferiamo ingaggiare americani scarsi piuttosto che dare spazio agli italiani. Ecco, secondo voi un allenatore non avrebbe più piacere a far giocare un italiano? Probabilmente in questo momento alcuni statunitensi, anche scarsi, sono migliori degli italiani. Facciamo l’esempio di Roma: se coach Bucchi avesse dei ragazzi più bravi, perché dovrebbe utilizzare gli americani? Gli italiani costano di più? Può essere, bisogna vedere a che livelli però.

Sulle speranze per il Mondiale. Andiamo tutti nella stessa direzione. Sia nei nostri top player che negli altri, ci deve essere un entusiasmo totale. Ci sarà chi farà 20 tiri a partita e dii solo 2: se riusciremo a legare questi due tipi di giocatori, non so davvero dove arriveremo. Però con questo entusiasmo magari otterremo qualcosa di importante. Soprattutto, non voglio vedere facce di merda. Non voglio situazioni tipo “non mi hai passato la palla”, oppure “mi hai cambiato”. Non voglio che un giocatore arrivi in panchina con una fcciaa così: non ce lo possiamo permettere. Sembra che a me vada bene tutto, invece non è così. Qualche giorno fa (riferendosi alla sua scontentezza per la poca intensità degli azzurri contro il Venezuela, ndr) ho detto certe cose importanti senza insultare nessuno. Spero che lo abbiano capito. E se non lo hanno capito, glielo farò capire.

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